Per la foresta

Veronica Brones, Santona, Spagna

Veronica Brones, Santona, Spagna

Santona è un piccolo (11 mila abitanti) comune spagnolo (nell’estremo nord) nella comunità autonoma di Cantabria. Si tratta di un porto e di una stazione balneare non distante dalle città di Santander e Bilbao. La zona ha sempre basato, fin dall’antichità, la sua economia sulla pesca (ancora oggi tutti noi apprezziamo le acciughe – e gli sgombri – del mar Cantabrico) e solo recentemente, grazie al suo mare e alle sue splendide spiagge, sul turismo.

Alle sue spalle vi è una delle meglio conservate zone umide della Spagna (Reserva Natural de las Marismas de Santona, Victoria e Yocil) che si estende per oltre 6000 ettari ed è stato dichiarato parco nazionale nel 1992.  Marisma può essere tradotto come terreno paludoso vicino al mare (come la nostra maremma). Oltre ad essere un luogo di nidificazione degli uccelli migratori (sono state osservate oltre 120 specie) la riserva offre una paesaggio misto tra boschi di leccio, spiagge, dune e praterie. Al suo interno anche la penisola costituita dal Monte Buciero (376 metri di altitudine).

In questa verticale, scattata in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste (21 marzo, istituita nel 2013) nel pieno rispetto del contatto con la natura, troviamo Veronica Brones (@veronicabrones), infermiera spagnola, pole dancer, atleta di aerial, grande viaggiatrice e amante delle verticali che ringrazio per avermi taggato nella sua foto!

Thanks Veronica to allowed me to use your handstands pictures!

Nella perla blu

Ele Sivabbenedai, Chefchaouen The Blue Pearl

Eleonora Rossano, Chefchaouen, Marocco

Chefchaouen è una città del Marocco settentrionale nella Regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima. E’ una cittadina di circa 40 mila abitanti, situata a quasi 600 metri di altitudine ai piedi della montagne del Rif. Meta turistica molto amata per le sue peculiari case dipinte di blu cobalto (da cui appunto l’appellativo di perla blu). La città fu fondata nel 1471 da esuli andalusi (sia musulmani che ebrei) e per questo conserva un’architettura tipica delle città della Spagna meridionale, con le sue viuzze irregolari nel disegno. Considerata una città sacra, interdetta quindi agli stranieri, fu conquista dagli spagnoli nel 1920 (i quali scoprirono che ancora si parlavano forme di castigliano medioevale) che ne fecero una base dell’esercito.

L’utilizzo del blu per dipingere le pareti delle case trova diverse ipotesi, sebbene nessuna oggi sicura. Dalla colorazione dieta dagli ebrei in fuga dall’inquisizione del XV secolo o dalla persecuzione nazista (a significare il cielo e la via spirituale) fino alla protezione contro le zanzare. Gli abitanti racconteranno comunque la prima ipotesi.

Naturalmente Chefchaouen non offre solo la bellezza dei colori (apprezzata per foto da ogni angolatura) ma, il suo clima rilassato (nonostante la massicci a presenza di turisti), la sua elegante piazza, la affascinante kasbah medievale, la moschea e, per gli amanti del trekking, le montagne del Rif o la più vicina (si raggiunge comodamente a piedi) cascata sul fiume Ras el Maa.

In questa verticale tra le scalinate di Chefchaouen ritroviamo Eleonora Rossano (@ele_sivabbenevai) grande viaggiatrice e amante delle verticali (il suo profilo e’ un piacere per gli amanti del mondo a testa in giù!). Ringrazio ancora una volta Eleonora per avermi fatto usare le sue splendide foto!

Grazie Ele!

Sulla testa di Leone

Fitterstronger, The Top of Lions Head

Hanlie Signorini, Lions Head, Sudafrica

Lions Head, è una montagna situata tra la Table Mountain e la Signal Hill, in Sudafrica. Da essa, il cui picco è di 669 metri, è possibile avere una vista sull’intera Città del Capo (Cape Town). La montagna fa parte dell’ampio Parco Nazionale di Table Mountain e per giungere in cima – contrariamente alla Table Mountain dove si arriva con la funivia – servono circa un’ora di cammino (l’ultimo pezzo molto ripido, vi sono anche degli aiuti costituiti da catene).

Il nome fu attribuito nel XVII secolo dagli olandesi che chiamarono la montagna Leeuwen Kop (testa di leone) poiché assieme all’altra montagna, chiamata Leeuwen Staart (coda di leone) ricordavano un leone accovacciato.

La montagna è ricoperta di fynbos (cespugli fini, letteralmente) una tipica vegetazione arbustiva che nel 2004 è diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si contano oltre 8000 specie vegetali.

La vita dalla cima delle montagna è a dir poco meravigliosa e secondo molti almeno una volta nella vita bisogna ascendere con la luna piena!

In questa bella verticale ad una mano ritroviamo Hanlie Signorini (@fitterstronger), straordinaria atleta che si cimenta nelle più difficili (e massacranti) “Spartan Race” e che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto!

Thanks a lot Hanlie to allowed me to use your very nice handstands pictures!

 

 

Dedicata a San Giovanni Battista

Lau - San Juan de Gaztelugatxe

Lau, San Juan de Gaztelugatxe, Spagna

Lungo le coste della Biscaglia, nel nord della Spagna (Paesi Baschi), sorge una minuscola isola chiamata con un nome impronunciabile: Gaztelugatxe. Sulla sommità dell’isola, a circa 80 metri, (che è di fatto collegata alla terraferma con un ponte), e dopo aver percorso 231 gradini, sorge un eremo dedicato a San Giovanni Battista (San Juan de Gaztelugatxe). L’eremo ufficialmente datato X secolo (in realtà secondo alcuni risalirebbe addirittura al IX secolo).

L’eremo durante l’inquisizione spagnola fu utilizzato come prigione per le donne accusate di stregoneria.

L’isola è stata utilizzata come ambientazione (Dragonstone) nella settima (e penultima) stagione della serie Tv Game of Thrones, in particolare il suo percorso di scale è stato utilizzato così come si presenta, mentre sulla cima vi è stato ricreato digitalmente un palazzo.

Il 24 giugno di ogni anno si svolge un pellegrinaggio dalla città di Bermeo fino all’eremo in onore del Santo, tra i più importanti e venerati della Chiesa cattolica, che fu decapitato tra il 32 e il 29 D.C..

In questa bella verticale troviamo Lau (@lau_idr), atleta aerialist, hand balancer, grande viaggiatrice e come lei stessa si definisce, una vera e propria “sports addict”, che ringrazio per aver condiviso questa ed altre belle foto.

Portorose

Danisova Klaudia, Portorose

Danisova Klaudia, Portorose, Slovenia

Portorose (in sloveno Portoroz) è una piccola frazione (circa 3000 abitanti) del comune di Pirano, in Slovenia. E’ situato nella parte sud del Golfo di Trieste. Si tratta di una località turistico-balneare e termale di grande importanza, elegante e molto apprezzata.

L’offerta turistica è di eccellenza, tra grandi alberghi in stile Liberty, un Casinò che attrae giocatori da tutto il mondo, acque termali e fanghi, uno splendido mare (con la spiaggia di Okoljie) e molti luoghi, nei dintorni, da visitare, tra cui le vicine saline (Siccole) che hanno contribuito nella passato alla crescita economica di Portorose. Non è un caso che Portorose era uno dei luoghi scelti dalla monarchia austro-ungarica per il relax e per gli incontri non solo ufficiali.

Portorose – che fu abitata fin dalla preistoria – conserva ancora i resti del suo passato non solo recente. Tra tutti, i resti del monastero di San Bernardino, edificato nel XVI secolo e dalla cui collina, oltre a respirare il clima di un tempo, si gode una magnifica vista sul golfo, che di notte diventa uno spettacolo raro.

In questa elegante e bella verticale ritroviamo Klaudia Danisova (@klaudiadanisova), artista e acrobata, istruttrice di aerial, avvocato, grande amante dei viaggi e naturalmente del … mondo a testa in giù!

Thanks a lot again Klaudia to allowed me to use your very nice handstands pictures!

 

 

Con Amir a Sidi Kaouki

Amir, spiaggia Sidi Kouaki, Essaouira, Marocco (Serena Brocca)

Amir, Sidi Kaouki, Essaouira, Marocco

Sidi Kaouki (o Kauki) è un piccolo villaggio di pescatori e pastori berberi (circa un centinaio di abitanti, mentre l’intero comune rurale arriva a 5 mila abitanti), assieme ad una lunga spiaggia (la baia è di circa 5 chilometri), del Marocco situata a 20 chilometri da Essaouira. La spiaggia si trova davanti ad una foresta di alberi di argan, ginepri e mimose e alle immancabili dune.

Sulla spiaggia (visibile in questa foto) si trovano le rovine di una fortezza diventate poi la tomba di un Marabout, protettore dei naviganti, che hanno fatto della spiaggia un luogo di culto e di pellegrinaggio.

Sidi Kaouki, oltre ad essere una bella spiaggia, è un luogo tranquillo dove fermarsi ed assaporare il relax, la cucina marocchina e da dove partire per esplorare i dintorni. E’ anche uno dei luoghi del Marocco più noti per i surfisti e i kit-surfisti.

Essaouira (un tempo chiamata Mogador) è invece una cittadina di quasi 80 mila abitanti, con una bellissima medina (città antica) che dal 2001 è anche sito patrimonio dell’Umanità UNESCO.

In questa verticale troviamo il piccolo Amir, veneziano, che ringrazio di cuore, assieme a mamma Serena, che mi ha inviato la foto.

Grazie Amir… e ne aspetto delle altre!

 

Verso il Monte Avena

Lorenzi Valentina, Monte Avean (FB).jpg

Lorenzi Valentina, Monte Avena, Belluno

Il Monte Avena (con i suoi 1454 metri di altezza) è una vetta delle Dolomiti Bellunesi conosciuta perché parte del comprensorio sciistico del Feltrino (che dispone di 21 chilometri di piste). Ai suoi piedi vi è il passo di Croce d’Aune (intorno ai 1000 metri) e la frazione (con una quarantina di abitanti) con lo stesso nome, che è parte del comune di Pedavena, luogo ideale di partenza per esplorare, attraverso semplice passeggiate, il morbido e verde paesaggio.

Queste località, tra il Monte Avena e il Passo Croce d’Aune sono molto amate, oltre che dagli sciatori e dagli escursionisti, anche dai ciclisti perché il passo è stato più volte toccato dal Giro d’Italia e su di esso avvenne nel 1927 un incidente tecnico al ciclista Tullio Campagnolo (che fece molto fatica a togliere la ruota posteriore a causa delle condizioni meteo) e che lo portò poco dopo, diventato imprenditore a partire dal 1933, a brevettare (nel 1930) il sistema di sgancio delle ruote posteriore che ancora oggi si usa. Inoltre è un luogo dove è molto praticato il parapendio (lo scorso anno sono stati ospitati i mondiali)

Se passate da queste parte non dimenticate inoltre di visitare lo storico birrificio di Pedavena, nato nel 1897 e dal 2004 (quando la multinazionale Heineken, che lo aveva acquistato nel 1974, decide di chiuderlo) è stato, dopo una grande sollevazione popolare che ha coinvolto i lavoratori e la città, acquistato dal Birrificio Castello di Udine che da allora ne ha aumentato la produzione. Passare di là, oltre che visitare lo storico birrificio e bere una buonissima birra (magari mangiando qualcosa nel popolare ristorante annesso) si compie un atto di solidarietà e di amicizia nei confronti di chi non  ha ceduto ai ricatti di una multinazionale, dimostrando che esistono altre strade!

In questa verticale, nei pressi di Malga Campon (che peraltro Velentina, vera esperta di queste zone, consiglia perché si mangia bene!), ritroviamo Valentina Lorenzi (@valelore12), ex ginnasta e ora istruttrice a San Donà di Piave nel veneziano, viaggiatrice e amante delle verticali. Ringrazio Valentina, naturalmente per la foto, e per il fatto che segue con grande passione Verticali dal Mondo! Grazie Valentina!