Nelle isole del merluzzo

Ferrari Simone, Lofoten

Ferrari Simone, Kvalvika Beach, Isole Lofoten, Norvegia

Kvalvika è una spiaggia nell’isola di Moskenesoya nell’arcipelago delle Lofoten in Norvegia. Bisogna però andare con ordine. Le isole Lofoten sono un’arcipelago situato tra il 68° e il 69° parallelo a circa 200 chilometri dal circolo polare artico in Norvegia. Complessivamente si estendono su 1227 chilometri quadrati e ospitano circa 24 mila abitanti.

Grazie all’influenza della corrente del Golfo e a dispetto della latitudine  le isole hanno temperature relativamente miti (media invernale intorno allo 0° e temperature estive che raggiungono anche i 26°).

Le principali isole sono collegate da una rete di tunnel e ponti che le rendono facilmente accessibili. Le due isole principali (e più abitate) sono Vestvagoy e Vagan.  Le isole Lofoten sono conosciute per la pesca del merluzzo (da cui si ricava il baccalà). L’Italia importa l’80% della produzione del merluzzo essiccato (stoccafisso) delle Lofoten.

Dell’essiccazione del merluzzo vi sono testimonianze che risalgono al 1432 quando alle Lofoten giunse, per caso, il navigatore veneziano Pietro Querini che riportò appuntò l’uso del merluzzo essiccato che è diventato poi un piatto tipico della cucina veneta.

La magnifica spiaggia di Kvalvika si trova sull’isola di Moskenesoya (186 chilometri quadrati e 1300 abitanti), la più esterna delle grandi isole. Essa è collegata con un ponte all’isola Flakstadoya. Il punto più alto dell’isola supera i 1000 metri.

La spiaggia è situata in una baia isolata, raggiungibile solo a piedi con circa un’ora di cammino. Arrivati lo spettacolo è decisamente mozzafiato. Per la cronaca è possibile il campeggio libero (come in molte aree delle Lofoten).

Ecco una piccola guida con delle bellissime foto.

In questa foto a testa in giù troviamo Simone Ferrari (@simoneferrari.sf), atleta calisthenics di Genova, viaggiatore e naturalmente amante delle verticali. Ringrazio Simone che ci ha fornito l’opportunità di parlare di questo straordinario angolo del nostro Pianeta.

Grazie Simone!

 

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Nell’isola dell’Asinara

Giacori Sofia, Iola dell'Asinara

Sofia Giacori, Isola dell’Asinara, Sardegna

L’Asinara è un’isola situata nell’omonimo golfo a nord-ovest della Sardegna, in provincia di Sassari. E’ un’isola di 51 chilometri quadrati che raggiunge i 400 metri d’altezza. Il nome deriva dalla presenza di asini albini sull’isola. E’ un’isola che, grazie alla presenza della colonia penale (l’ultimo abitante lasciò l’isola nel 1885), è stata preservata dal consumo del territorio e dallo sfruttamento ai fini turistici.

Oggi è Parco Nazionale, istituito nel 1997.

Nell’isola vi sono evidenze di presenza umana fin dal IV millennio A.C., che da allora e ininterrottamente hanno abitato l’isola fino a quando gli abitanti furono allontanati per dar spazio alla colonia penale e ad un lazzaretto (dal 1885 al 1999 l’isola è restata chiusa al pubblico). Durante la guerra d’Abissinia (1937) l’isola fu luogo di deportazione di etiopi e a partire dagli anni ’60 ha ospitato il carcere di massima sicurezza (fu il luogo dove vennero custoditi terroristi e mafiosi, da Renato Curcio a Totò Riina). Il carcere è stato definitivamente chiuso nel gennaio 1998 (dopo che le procedure per la sua chiusura e la trasformazione in parco erano iniziate alle fine degli anni ’80).

Oggi l’isola è visitabile attraverso un servizio traghetti da Porto Torres a Cala Reale o da Stintino a Fornelli. Vi è un’unico ostello che ospita 70 persone (a Cala d’Oliva).

Ecco il sito ufficiale del Parco.

In questa verticale troviamo Sofia Giacori (@sofia_giacori), giovane liceale mestrina, che ama il parkour allenandosi con l’APTA Parkour (di cui abbiamo già parlato). Grazie Sofia (Verticali dal Mondo ha ospitato anche la foto della mamma in verticale, della serie buon sangue non mente) per questa foto e per il fatto che segui Verticali dal Mondo!

Watkins Glen State Park

Gracie Tremante, Watkins Glen State Park,

Grecia Tremante, Watkins Glen State Park, Stati Uniti

Il Parco statale di Watkins Glen (Watkins Glen State Park), nell’omonimo villaggio (quesi duemila abitanti, che dal 1926 porta il nome del suo fondatore, Samuel Watkins) è un parco naturale della regione di Finger Lakes nello stato di New York negli Stati Uniti. Si tratta di una parco istituito nel 1863 (come un resort turistico) e aperto al pubblico nel 1906.

Ha una superficie di 3,15 chilometri quadrati ed il punto centrale è un canyon profondo 120 metri (Glen Creek), scavato nel tempo dalle acquee, in cui si generano 19 cascate, tra gole e rocce, che rendono particolarmente attraente e avventuroso il parco.

All’interno del parco (si entra a pagamento) vi sono alcuni sentieri per avventurarsi nelle gole e nei boschi, e perfino un campeggio.

E’ comunque l’intera area del Finger Lakes che merita una visita.  Si tratta di un complesso di undici laghi formatasi da ghiacciai e a forma allungata che ai primi cartografi hanno ricordato le forma delle dita. Tra di essi il lago Seneca che con i suoi 198,4 metri di profondità è il lago più profondo degli Stati Uniti.

In questa verticale troviamo Gracia Tremante (@xgr3ci4.__), giovane ginnasta dell’aerobica di Napoli, liceale che ringrazio per avermi inviato questa e altre foto di verticali. Grazie Gracia!

 

 

La Pelosa

Simone Quintiliani, La Pelosa, Stintino, Sardegna

Simone Quintiliani, La Pelosa, Stintino, Sardegna

La Pelosa di Stintino (un comune di 1600 abitanti in provincia di Sassari in Sardegna), è ritenuta la seconda spiaggia più bella d’Italia. Quindi anticipiamo che è molto, molto affollata (soprattutto nei mesi di luglio e agosto).

Il suo nome potrebbe derivare dal dialetto sardo “sa pelosa” la pelosa appunto, probabilmente a causa della presenza di alghe marine.

La sua caratteristica, oltre alla bellezza della sua acqua e della sabbia sottile e bianca e la presenza di un isolotto che ospita una torre.

La Torre della Pelosa è una struttura medioevale fortificata parte di un ampio sistema difensivo. è situata su di un’isolotto all’ingresso del Golfo dell’Asinara. E’ stata edificata probabilmente nel 1572, alta 10 metri, è stata dismessa nel 1846, quando fu abolito l’istituto che gestiva il sistema difensivo delle torri. Da allora è iniziato inesorabilmente il suo degrado.

In questa verticale marina (certo da migliorare!), che ci offre una bella vista della torre, troviamo Simone Quintiliani che ringrazio per questa verticale, così come ringrazio Antonella Flati che mi ha inviato la foto! Grazie e continuate a seguire Verticali dal Mondo!

A Corralejo, dove arriva il deserto

Vickyloboyoga, Correlejo

Vicky Lobo, Corralejo, Fuerteventura, Canarie, Spagna

Corralejo è una città di circa 13 mila abitanti a nord dell’isola di Fuerteventura nella Canarie in Spagna. Si trova nella municipalità de La Oliva. E’ un centro economico dell’isola, dal cui porto commerciale, si muovono i traghetti per le vicine isole di Lanzarote e Lobos.

Antico paese di pescatori che è stato costruito a partire dalla metà degli anni ’70 e si è sviluppato in modo particolare negli anni duemila con strutture ricettive, parchi acquatici e centri commerciali.

Permane ancora il quartiere vecchio (Casco Viejo).

Oltre ad essere un centro commerciale Corralejo è anche un luogo turistico grazie alle numerose spiagge, da quelle sassose che guardano l’isola di Lobos (un isolotto vulcanico, oggi riserva naturale) a quelle sabbiose su cui si affacciano le dune costituite dalla sabbia del Sahara. Si tratta di quasi 10 chilometri di dune che oggi sono all’interno del Parque Natural de Corralejo, una zone completamente desertica che permette suggestive escursioni.

Corralejo è anche conosciuta per la sua vita notturna fatta di bar e discoteche dove, per gli amanti del genere, tirar mattina, tra musica dal vivo, balli e buon cibo.

In questa bella verticale, quasi perfetta direbbe qualcuno, ritroviamo Vicky Lobo (@vixkyloboyoga), insegnante di yoga e cultrice del movimento naturale, che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto.

Thanks a lot Vicky to allowed me to use your very nice handstands pictures.

Come la torre

Yemi, Pisa

Yami, Torre di Pisa, Pisa, Italia

La Torre di Pisa, il campanile delle cattedrale di Santa Maria Assunta in Piazza del Duomo a Pisa, è uno dei monumenti più famosi al mondo anche a causa della sua caratteristica pendenza. Alta 57 metri, la torre pendente come spesso viene chiamata, è stata costruita tra il 1200 e il 1400. La sua pendenza non è recente, perché il cedimento del piano di fondazione è avvenuto già durante la costruzione. La pendenza è oggi di 3,9 gradi, sebbene nel 1993 raggiunse i 4,5 gradi e costrinse ad un lungo lavoro di consolidamento che durò tra il 1990 e il 2001, grazie al Politecnico di Torino (e al docente Michele Jamiolkowski). Secondo gli studi per i prossimi 300 anni la strutture dovrebbe essere consolidata e non subire ulteriori aumenti di pendenza.

Sulla sommità della torre sono posizionate sette campane di diverse misure (la più grande, chiamata Assunta, pesa 2600 chili e fu fusa nel 1654, mentre la più piccola Vespruccio, pesa “solo” 120 chili e fu fusa nel 1501), di cui solo una, Dal Pozzo, è una copia dell’originale danneggiata durante la guerra mondiale e oggi conservata in un museo).

In questa bella verticale (brava Yami a dare alla sua verticale la stessa inclinazione delle torre, cosa solo apparentemente facile!) ritroviamo un’altra “collaboratrice” di Verticali dal Mondo, l’argentina Yamiarzua Rinaldi (@yamiarzua.rinaldi), artista di circo e grande viaggiatrice che desidero ringraziare di cuore per il suo contributo e per l’affetto verso questo progetto.

Thanks a lot Yami for your very nice handstands pictures and for the affection with which you follow Verticali dal Mondo!

A Santu Diadoru

Fantuz Beatrice, San Teodoro

Fantuz Beatrice, San Teodoro, Sardegna

San Teodoro ( o Santu Diadoru, come lo chiamano i sardi) è un comune, composto d 26 piccole frazioni (comune sparso) di circa 5000 abitanti in provincia di Sassari nella regione della Gallura in Sardegna.  Si tratta di un’area abitata fin dall’antichità, dove sono state trovate tracce di presenza umana in epoca preistorica e in epoche pre-nuragiche e nuragiche (quest’ultima 1800 A.C- II secolo D.C.), ancora oggi visibile nella frazione di Naracheddu.

Si hanno poi notizie di un insediamento romano e di frequentazioni nell’area sopratutto di pastori attratti dalle aree boschive e semi-boschive che esistono intorno al territorio. L’abitato vero è proprio prese forma a partire dal XVII secolo.

Oggi San Teodoro ha una vocazione quasi esclusivamente turistica (lo sviluppo degli ultimi decenni è stato orientato in questo senso) grazie anche alle sue spiagge (ve ne sono a nord e a sud del centro abitato in una costa frastagliata, fatta di baie, insenature mai una uguale all’altra) che rispecchiano i canoni di bellezza della Sardegna: mare cristallino e sabbia chiara. Inoltre è molto apprezzata, dai giovani, la movida estiva e la vita notturna.

Buon cibo e buon vino (le terre limitrofi producono il Vermentino di Gallura) danno il tocco finale di classe a San Teodoro.

In questa bella verticale in un mare cristallino troviamo Beatrice Fantuz (@beatrice_fantuz), giovane ginnasta lombarda, con la passione del “mondo a testa in giù”, che ringrazio per avermi inviato questa foto. Grazie Beatrice, continua a seguirci!