Per lo sci…e non solo

Elena Coselli, Merano 2000

Elena Coselli, Merano 2000, Trentino Alto Adige

Merano 2000 è il comprensorio sciistico di Merano, in Alto Adige. Situato su di un altopiano a pochi chilometri dalla città, offre 40 chilometri di piste (tra i 1650 e 2100 metri), oltre 15 rifugi dove assaporare la tipica cucina tirolese e innumerevoli possibilità di divertimento e di sport per tutti i gusti. Dalla discesa al fondo, dallo snowboard allo slittino. Un luogo piacevole d’inverno e straordinario d’estate, dove assieme alla natura e a svariati percorsi da fare a piedi o in bicicletta si può perfino gustare il piacere di un tuffo in un lago alpino (il lago di San Pancrazio, situato a 2138 metri). L’elemento che maggiormente però attrae i turisti a Merano 2000 e la vicinanza con la città di Merano (con cui è collegata con un tragitto in funivia di 7 minuti), i suoi splendori (architettonici e naturalistici), i suoi mercatini invernali e le sue meravigliose terme, da gustare in ogni stagione dell’anno.

La storia di Merano 2000 ha inizio “ufficialmente” nel 1923 con la costruzione della Funivia Maia Alta-Santa Caterina, sebbene il nome Merano 2000 viene attribuito nel 1968 dal costruttore di funivie Hans Troyer, quando viene inaugurata la Funivia Monte Ivegna che collega la città direttamente al comprensorio.

E’ una storia fatta anche di tentativi di speculazioni edilizie bloccati da contestazioni popolare e da una continua ricerca di equilibrio tra uomo e natura.

In questa verticale estiva a Merano 2000 ritroviamo Elena Coselli (@elenacoselli), un’amica, che continua a coniugare il piacere per il viaggio e per il mondo a testa in giu! Grazie Elena, per le tue foto!

Dove si gira il corpo

Bucce di Banana, Pre Rup

Francesca Gaiero, Pre Rup, Cambogia

Pre Rup è un tempio situato nella zona orientale del sito archeologico di Angkor in Cambogia. Il sito, dal 1992 Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si trova nella palude alluvionale tra il lago Tonle Sap e le montagne di Phnom Kulen. Tra il IX secolo e il XV secolo ospitò uno dei più potenti imperi del sud-est asiatico, l’Impero Khmer.

Il Tempio di Pre Rup, costruito dopo la metà del 900 (si ipotizza che fu completato nel 961 o nel 962) e dedicato a Shiva dal re Rajendravarman II  (morto nel 968) è un tempio-montagna (rappresentazione architettonica del monte Meru, montagna sacra nella mitologia induista e buddista, dimora degli Dei per gli indù) dove il tempio vero e proprio prende la forma di una piramide a diversi livelli (in questo caso, tre). L’accesso è consentito tramite quattro gopura, ovvero porte ornamentali. Il primo livello ha una dimensione di 120 metri per 130 metri e fu costruito successivamente dal figlio di Rajendravarman II, Jayavarman V ( che regnò tra il 968 e l’anno 1000).

La traduzione di Pre Rup è “girare il corpo” e probabilmente si riferisce all’usanza cambogiana in cui nelle cerimonie funebri di cremazione viene fatto girare il defunto verso ogni punto cardinale. I legami con l’orientamento nello spazio sono molto forti nella cultura induista e l’orientamento architettonico non è mai lasciato al caso. Si ritiene  – sebbene le conoscenze su questo come su altri tempi cambogiani siano scarne – che il tempio fosse proprio un luogo di cremazione reale.

In questa verticale al tempio troviamo Francesca Gaiero (@buccedibanana), viaggiatrice, con un master in biotecnologie vegetali e una grande passione per le verticali. Ringrazio Francesca per aver condiviso questa foto.

Nella Goa di Creta

Marabeyoga, Preveli Palm Tree Wood, Creta, Grecia

Mara Be, Preveli, Creta, Grecia

La spiaggia di Preveli (chiamata anche Palm Beach), sulla costa meridionale dell’isola di Creta, è un luogo di rara bellezza, con una storia che ha inizio negli anni 60′. La spiaggia – di sabbia e ciotoli – prende il nome dal vicino monastero (Moni Preveli) ed è caratterizzata da da un lembo di terra (la spiaggia) alla fine di una stretta gola (gola di Kourtaliotikos) attraversata dal fiume Megas Potamos. Praticamente il fiume si getta a mare sulla spiaggia, permettendo così “agli ospiti” di fare il bagno sia in acqua dolce che in acqua salata. La spiaggia non è di facile accesso e vi si giunge esclusivamente a piedi, circa 500 gradini (o via mare). Ma, la caratteristica che fa veramente unico questo luogo è il fatto che l’alvo del fiume giunge al mare attraverso un fitto palmeto autoctono (datteri di Creta) che crea una atmosfera veramente particolare. Negli anni ’60 Preveli fu meta di turismo hippie, tanto che fu chiamata appunto la Goa di Grecia, proprio per le sue frequentazioni e per le palme che appunto ricordavano le spiagge di Goa. Inoltre risalendo il fiume (si risale per qualche centinaio di metri) si sono create pozze naturali e luoghi ove – al tempo – era possibile fermarsi assaporando appieno quegli ideali di libertà e “vita nella natura” che hanno caratterizzato quel periodo storico.

La spiaggia dista solo 35 chilometri da Rethymno.

La spiaggia è molto bella (sebbene non la più bella di Creta) ma è il luogo, e la sua storia, che la rendono particolare. Personalmente ci sono stato due volte nel 1982 e poi nel 2000, due luoghi decisamente diversi!

In questa bella verticale ritroviamo Mara Be (@marabeyoga), atleta che vive tra Como e Lugano, che tiene classi e workshop di yoga e verticali e soprattutto che esplora il mondo! Grazie Mara per avermi autorizzato ad usare le tue belle foto… a testa in giù!

 

Sulla cima alta

Giacori Sofia, Monte PIzzoc

Sofia Giacori, Monte Pizzoc, Treviso

Il Pizzoc è un monte di 1565 metri nelle prealpi Trevigiane, nel comune di Fregona, in provincia di Treviso. Il nome ha origine dal cimbro (idioma di origine germanico diffuso tra il Veneto e il Trentino) e significa “cima alta” (Spizt Hoch).

Il Monte Pizzoc, che rappresenta una facile escursione da un’ora a due ore e mezzo di cammino in un bosco di faggi (è possibile giungere in cima anche in auto) consente itinerari ricchi di storia legati alla resistenza partigiana nel Cansiglio. Il punto di arrivo è il Rifugio Città di Vittorio Veneto (posto a 1547 metri), con un ristorante (80 posti) e 22 posti letti, aperto da metà aprile a fine ottobre e che è stato recentemente (2012) ristrutturato.

Il panorama dall’alto è mozzafiato dominando l’intera vallata con i laghi di Revine e della Val Lapisina e nelle più limpide giornate lo sguardo può giungere alla Laguna di Venezia. Certo se la giornata è nuvolosa, come nel caso della foto, ci si deve accontenta di spumeggianti nubi!

Il questa verticale in cima- sul belvedere della Piazza della Pace – ritroviamo Sofia Giacori (@sofia_giacori), giovane mestrina, atleta dell’APTA Parkour di Mestre, con una grande passione per le verticali! Grazie Sofi!

Il faro è la vita (come la ginnastica!)

Cortivo Ambra, San Nicoletto, Venezia

Ambra Cortivo, Lido di Venezia, Venezia

Abbiamo gia più volte parlato del Lido di Venezia, quell’isola della laguna di Venezia che separa il mare aperto dalla Laguna. Un’isola che ospita tra l’altro la Mostra del Cinema, che ha ispirato scrittori e artisti e che è conosciuta anche per le sue spiagge e per la sua piacevole tranquillità.

Allungandosi per dodici chilometri le sue estremità del Lido affacciano su due delle tre entrate del mare in Laguna (per capirci gli ingressi che sono stati oggetto della costruzione delle contestatissime, e ancora non definitivamente operanti, dighe mobili del MOSE). Da una parte verso gli Alberoni con la bocca di porto che osserva l’isola di Pellestrina e dalla parte opposta verso al diga di San Nicolò e la bocca di porto (la più grande e la porta principale di accesso per il traffico navale turistico) che guarda verso Punta Sabbioni.

Nella zona di San Nicolò (dove sorge l’antica chiesa di San Nicolò eretta nel XI secolo) si trova anche l’Oasi omonima, una riserva di natuarle (di circa 26 etteri) che si sviluppa tra la diga sud (la diga di San Nicolò appunto) e i primi stabilimenti balneari.  La lunga diga (circa 2,5 chilometri), che si slancia verso il mare aperto, termina con il faro.

E proprio sulla diga, in prossimità del faro, troviamo in questa bella e difficile verticale ad una mano Ambra Cortivo. Ambra è una giovanissima ginnasta che si allena presso la società Corpo Libero di Padova, una delle belle realtà di questa disciplina sportiva nel Veneto. Ambra poi è un classico esempio di come la ginnastica – al netto delle fatiche – può essere la cosa più bella del mondo!

Continua così Ambra, non curare la tua malattia!

Ringrazio Ambra (e mamma Francesca, naturalmente) per questa bella foto che hanno voluto condividere.

Grazie e continuate a seguire Verticali dal Mondo!

 

Nell’isola della libertà

Elexisupsidedown, Lighthouse Beach, Eleuthera

Elexis, Lighthouse Beach, Eleuthera, Bahamas

Eleuthera è un’isola dell’arcipelago delle Bahamascon una forma particolarissima, molto allungata e sottile (180 chilometri di lunghezza per una larghezza che varia tra uno e due chilometri). E’ un’isola di 460 chilometri quadrati, piatta (raggiunge nel suo picco massimo i 61 metri) e con circa 11 mila abitanti. Il suo nome deriva dal greco libera.

La popolazione autoctona fu completamente deportata dagli spagnoli nel 1550 (portate nelle miniere di Hispaniola, isola dove oggi si trova la Repubblica Domenicana e Haiti) e fu disabitata fino alla metà del 1600 quando giunsero i coloni puritani inglesi (avventurieri eleutherani), alla ricerca di un luogo ove professare in libertà la loro religione e che diedero il nome all’isola.

Oggi è un’isola molto apprezzata dai turisti grazie alle sue magnifiche spiagge (che si sviluppano lungo i quasi 500 chilometri di costa, tra acquee cristalline, sabbia chiara, scogliere e barriera corallina) e per l’ospitalità dei suoi residenti. Il turismo e la coltivazioni di ananas reggono l’economia dell’isola.

La spiaggia di Lighthouse, uno dei paradisi di Eleuthera, si trova nell’estremo sud dell’isola e vi si giunge con un fuoristrada ma, la fatica è certamente ricompensata.

In questa bella immagine ritroviamo Elexis (@elexisupsidedown), viaggiatrice (o esploratrice, come lei si definisce) di questa Terra, con una grande passione per le verticali.

Thanks a lot Elexis to allowed me to use your very beautiful handstand pictures!

Castello di Gormaz

DeniseBrus, Castillo de Gormaz

Denise Brusò, Castillo de Gormaz, Spagna

Il Castello di Gormaz è situato nella Spagna centrale, a 13 chilometri da El Borgo de Osma a Gormaz, nella provincia di Soria, Castiglia e Leon. Originariamente composto da 31 torri (oggi sono visibili 28), lungo quasi 400 metri e con un perimetro murario di 1200 metri,  era intorno all’anno mille la più grande fortezza d’Europa.

Si tratta in realtà in realtà di un’espansione avvenuta nel 965 ad opera del califfo Al Hakem II sulla base di un castello di più piccole dimensione costruito nel 756 (probabilmente a sua volta su di un insediamento romano) dall’emiro Abd ar-Rahaman I di Cordoba, allo scopo di proteggere la regione della valle del Douro (o Duero) dall’avanzata dei cristiani durante la Riconquista.

E’ posto su di una collina a circa 1000 metri di altitudine che permette una strategica visuale su tutta la vallata.

In questa verticale sulle mura del castello troviamo Denise Brusò (@denisebrus), veneziana, ginnasta, studentessa universitaria con la passione per la fotografia, le verticali e i cani!

Ringrazio Denise per aver condiviso le sue foto in verticale!

Bussana Mare

Steccomiddi, Maiben

Middioni Stefano, Lido Maiben, Bussana, Sanremo, Liguria

Il Lido di “Mai Ben” si trova in località Bussana (una popolosa frazione di Sanremo), in provincia di Imperia in Liguria.

La frazione di Bussana (abitata fin dall’epoca romana) si divide in tre parti: Bussana Vecchia, distrutto da un terremoto il 23 febbraio 1887, abbandonato definitivamente nel 1894 e ripopolato dal 1960 grazie ad un gruppo di artisti proveniente da tutto il mondo (non senza contenzioso con i discendenti degli abitanti del borgo e con il demanio, situazione ancora aperta); Bussana Nuova nato dopo il terremoto (1889) qualche chilometro a valle  e Bussana Mare, la zona costiera.

In questa verticale acrobatica ritroviamo Stefano Middioni (@steccomiddi), che grazie alla complicità di due validi appoggi, si pone in una verticale non semplicissima (è necessario anche compensare la diversa altezza degli appoggi!).

Grazie per la foto e per il fatto che seguite con passione Verticali dal Mondo!

Alla spiaggia dei diamanti

Jekig90, Diamond Beach, Islanda

Gasperini Jessica, Diamond Beach, Islanda

La spiaggia di Diamond (Diamond Beach o la spiaggia dei diamanti) è sicuramente uno spettacolo della natura. Situata nel sudest dell’Islanda a circa 400 chilometri da Reykjavik (circa 5 ore di macchina lungo la Ring Road) è in realtà una laguna glaciale (Jokulsarlon). Il suo nome è impronunciabile per noi: Breioamerkursandur. Si tratta di una spiaggia di sabbia nera (quindi di origine vulcanica) dove sono disseminati una grande quantità di piccoli iceberg. Il contrasto cromatico – tra il nero e il bianco -, la trasparenza del ghiaccio e la particolare luce fanno apparire la spiaggia come una distesa di scintillanti pietre preziose.

L’origine degli iceberg è dalla lingua di ghiaccio che scende dal grande ghiaccio Vatnajokull. Gli iceberg galleggiano fino alla laguna e giungono alla spiaggia dove vengono levigati dalla continua azione delle onde del mare e della sabbia.

La colorazione dei ghiacci e delle luce hanno reso la località molto amata dai fotografi alla ricerca della giusta tonalità cromatica (in particolare durante l’inverno il contrasto con l’aurora boreale)per fare degli scatti decisamente fuori del comune.

La base per visitare la spiaggia può essere Via (circa due ore) o Hof (ad un’ora).

In questa verticale tra i ghiacci ritroviamo Jessica Gasperini (@jekig90), atleta di poledance dalle grandi doti atletiche, con un amore per i viaggi e le verticali. Ringrazio Jessica per le foto e per la ricerca sempre di posti interessanti, curiosi e insoliti. Grazie Jessica!

 

Al Teatro Massimo

Frank Maugeri, Teatro Massimo Palermo

Frank Maugeri, Teatro Massimo, Palermo, Sicilia

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele (Teatro Massimo) di Palermo è un simbolo della città. Costruito tra il 1875 e il 1897, quando fu inaugurato, ha oggi una capienza di 1247 posti (originariamente erano 3000, ridotti a causa delle normative sulla sicurezza). Il progetto, che all’epoca spiccava per dimensione e monumentalità (oltre 7730 metri quadrati), è un opera, in stile neoclassico-eclettico,  dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile (e dopo la sua morte del figlio Ernesto).

Fu costruito abbattendo la chiesa di San Francesco delle Stimmate (opera edificata nel 1602) con relativo convento e la chiesa di San Giuliano (opera del 1300) al fine di collocarlo nel centro cittadino.

Secondo gli esperti l’acustica del teatro raggiunge la perfezione.

Ecco il sito ufficiale del Teatro (dove è possibile osservare lo splendore del teatro).

In questa verticale a Palermo ritroviamo Francesco “Frank” Maugeri (@frank_maugeri), siciliano di Messina, personal trainer, atleta calisthenics, laureato in Scienze Motorie e naturalmente amante delle verticali!

Ecco il suo sito personale.

Ringrazio Frank per la condivisione.