Archivio mensile:agosto 2018

Sul lago ghiacciato

Gianluca Filisetti, Lago di Endine, Bergamo, 2018

Gianluca Filisetti, Lago di Endine, Bergamo, inverno 2018

Il lago di Endine (chiamato anche Spinone) è un piccolo lago nella Val Cavallina in provincia di Bergamo, a 330 metri di altitudine.

Alimentato da numerosi torrenti ha un unico emissario, il Cherio che successivamente si getta nell’Oglio. Lago non molto profondo (mediamente 4 metri) con una profondità massima di 9 metri è un piacevole luogo per rilassarsi. E’ possibile percorrere l’intero perimetro, tra canneti e una vegetazione ancora ben conservata.

Durante l’inverno ghiaccia in parte o tutto e diventa una pista per il pattinaggio!

In questa bella verticale (bella anche da un punto di vista paesaggistico) troviamo Gianluca Filisetti, giovane ginnasta bergamasco che non si è lasciato sfuggire l’occasione per uno scatto veramente d’effetto.

Grazie Gianluca per aver condiviso la foto.

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Nella patria orribile e tenera

Akbari Hekmatallh (Hekmat), Monte Fara, Vacellina

Akbari Hekmatallah, Monte Fara (PN), agosto 2018

 

Il Monte Fara (poco più di 1300 metri) è un rilievo delle Prealpi Carniche che si trova in Friuli Venezia Giulia, in provincia di Pordenone. E uno dei primi monti che si incontrano dopo la pianura. Una costa del monte contribuisce a formare la Valcellina, una valle percorsa dal torrente omonimo, che dal comune di Claut scende fino a Maniago e che lo scrittore Claudio Magris ha definito “una patria orrida e tenera”.

Il Monte Fara è meta per chi ama la natura, prestandosi ad escursioni immerse in un magnifico scenario pur senza grandi difficoltà.

In questa verticale a gambe divaricate, proprio nel sentiero che ascende al Monte Fara troviamo Hekmat, un amante degli sport estremi, della canoa, del rafting dell’arrampicata e parkour. Insomma, quelle persone che grazie ad un costante allenamento, riescono a fare un pò di tutto!

 

Dove c’è vita

Luca Della Valle, Campo Santa Margherita, Venezia, agosto 2013

Luca Della Valle, Campo Santa Margherita, agosto 2013

 

Il Campo (che a Venezia, significa Piazza) di Santa Margherita a Venezia è un grande luogo di aggregazione. In altri linguaggi si parlerebbe del luogo dedicato alla movida. In realtà Santa Margherita è si un luogo di incontro (soprattutto di studenti universitari), di aperitivo, di cena e di festa ma, anche un luogo di passaggio, di mercato e di vita quotidiana.

Non sempre la vita quotidiana e la vita notturna giovanile vanno d’accordo.

E’, bisogna essere onesti, l’unico luogo pubblico di Venezia dove c’è vita fino alle prime ore del mattino. Qualcuno lo ha definito il cuore pulsante di Venezia.

Nel mezzo del Campo si trova un edificio isolato conosciuto da tutti come Casa del Boia. Si tratta in realtà della Casa dei Varoteri (conciatori di pelli) il cui nome deriva da vajo uno scoiattolo siberiano pregiato per le sue pelli).  L’edificio (risalente al 1300) era si isolato dalle altre case ma affacciava, sul retro, su di un canale (Rio delle Scoazzere, letteramente rio dell’immondizie) che è stato, nel 1800, interrato (rio terà)

In realtà sembra, che a dispetto del nome con cui è conosciuto, che l’edificio (che nei secoli è stato deposito di carbone, cinema, sede fascista e poi della Democrazia Cristiana) non avesse nulla a che fare con il Boia.

Proprio sulla parete di questo storico edificio, questa verticale, in appoggio e su di una mano, di Luca Della Valle.

Luca, all’ epoca 8 anni, è stato un ginnasta svogliato ed è un parkourista entusiasta e un clarinettista in erba.

La cabina è occupata

Francesca Bacci e Serena(Castellaro), Londra, agosto 2013

Francesca Bacci e Serena Gasparini, Londra 2013, agosto 2013

Londra non ha bisogno di presentazioni. Città cosmopolita, incrocio di culture e di arte. Terza città nel continente europeo per estensione (dopo Mosca e Istanbul).

Londra ha tanti simboli tra i suoi monumenti e non solo.

Sicuramente un simbolo universale di Londra è la cabina telefonica rossa.

Nata quando il telefono era raro e comunque sempre rigidamente ancorato al mobilio di casa. L’intuizione inglese di quel tempo (siamo negli anni ’20) fu quella di indirre un concorso per disegnare la cabina del telefono. Fu scelto il disegno di Giles Gilbert Scott (morto nel 1960). Sebbene il suo progetto prevedeva il colore grigio, fu poi deciso il rosso acceso in modo da renderla visibile da lontano. Da allora sono state adottate forme sempre più leggera fino all’ultima, sempre progettata da Scott che è del 1935.

In questa foto Serena Gasparini (che tra le tante cose è la mamma del ginnasta nazionale Filippo Castellaro) e Francesca Bacci.

A Serena e Francesca (questa è una vecchia foto che avevo) un carissimo saluto.

 

 

 

 

 

Sul muretto

Salvato Francesco, Martinengo (BG)

Francesco Salvato, Martinengo (BG), agosto 2018

Martinengo è un piccolo centro industraile in provincia di Bergamo, da cui dista circa 20 chilometri.

E’ una città di origini romane con un centro che si presenta come un piccolo borgo medioevale con un castello che dovrebbe essere in restauro.

In questa bella foto in bianco e nero, una verticale su di un muretto, di Francesco Salvato, appassionato  e praticante la ginnastica aerobica, che ringrazio per averla voluta condividere con noi.

Nella perla del Peloponneso

Tessa, Elafonisos, Agosto 2018, (Francesca)

Tessa, nel mare di Simos, Elafonissos, Grecia, agosto 2018

Elafonissos (in italiano Cervi) è una piccolissima isola nell’estremo sud del Peloponneso in Grecia. Originariamente legata alla terra, oggi dista 300 metri dal continente, percorribili con un traghetto che si muove ogni mezz’ora. Vi abitano stabilmente  circa 300 persone, per lo più pescatori e le loro famiglie, che durante l’estate vivono di turismo. L’unico centro (dove arriva il traghetto) la sera, chiuso al traffico,  si trasforma in un ristorante a cielo aperto dove è possibile gustare ottimo pesce in riva al mare.

Elafonissos è però famosa per avere una delle spiegge più belle della Grecia: Simos.

Si tratta di una spiaggia a semicerchio sabbiosa, racchiusa in una baia (in realtà sono due baie collegate da uno stettissimo istmo di sabbia e roccia), con alle spalle un’area di dune con vegetazione tipici di quei climi, tutelate e non urbanizzate. Un mare poco profondo che assume, a seconda delle luce, tutti i colori dell’azzurro. Certo, essendo relativamente piccola, in pieno agosto rischia di essere, per così dire, overbooking!

La piccola Tessa, romana con la passione della ginnastica, ci regala questa verticale in immersione nell’azzurro del mare.

Grazie a mamma Francesca.

Guardando il Grand Canyon

Ilaria Fighera, Gran Canyon North Rim, Arizona, 2018

Ilaria Fighera, North Rim, Grand Canyon, Arizona, 2018

 

Il Grand Canyon è certamente uno degli spettacoli naturali più belli del nostro pianeta. Si tratta di una enorme gola (oltre 440 chilometri) creata dal fiume Colorado in Arizona, negli Stati Uniti. Nel punto più profondo il Canyon arriva a quasi 2000 metri (1857), mentre la larghezza va da un minimo di 500 metri ad un massimo di 29 chilometri.

Si tratta di “un’opera” di scavo del fiume, durata probabilmente in milioni di anni.

In questa meravigliosa verticale nel North Rim (la parte “meno” turistica del Canyon), che ben ci mostra l’erosione dell’acqua nel Canyon, Ilaria Fighera, giovane atleta di ginnastica artistica del Gruppo Sportivo Sambughè, che ringrazio per aver condiviso con noi questa foto.