Archivio mensile:gennaio 2019

Walchensee, i Caraibi della Baviera

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Nikita, Walchensee, Bayern, Germania

Il Lago di Walchen (o Walchensee, in tedesco) è un lago situato nella Baviera del Sud, a circa 75 chilometri da Monaco, in Germania e vicino al confine con l’Austria. E’ un lago di 16,4 chilometri quadrati che si sviluppa per quasi 7 chilometri di lunghezza e circa 5 di larghezza. Situato a 800 metri sul livello del mare, ha una profondità massima ragguardevole, poiché raggiunge i 192 metri.

Ha come emissario il fiume Jachen, un piccolo fiume (meno di 30 chilometri) che poi si getta nell’Isar (affluente del Danubio), e alimenta una centrale elettrica.

E’ una meta turistica molto importante e luogo ove si praticano i classici sport acquatici come il windsurf, la vela e il canottaggio. L’acqua limpida e trasparente, di un azzurro intenso, ha spinto qualcuno a paragonare il lago ai Caraibi. Dal lago si può raggiungere, a piedi o in funivia, la vetta del Monte Herzogstand (1731 metri) da cui si può osservare uno splendido panorama. Ma, sono numerosissimi i precorsi, da facili ad impegnativi, possibili nei dintorni del lago.

In questa elegante verticale troviamo Nikita/Nikki (@nikita_move_and_flow), tedesca, insegnante di fitness con una grande e bella passione per le verticali.

Thanks Nikki for allowed me to use your beautiful handstands photos. So we got to talk about this little Bavarian paradise!

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Verso Side

Smith Sonya, Antalya

Sonia Smith, Side, Antalya, Turchia

Antalya o Adalia è una città della Turchia di oltre un milione di abitanti sulla costa sud, nel golfo di Adalia. I primi insediamenti in questa area risalgono al Paleolitico, poi la città subì diverse influenze e dominazioni, da quella Ittita e fino all’annessione Romana. Poi ancora la dominazione bizantina e quella ottomana, fino a quella italiana che durante la prima guerra mondiale la occuparono per poco tempo.

Si tratta di una città piena di fascino, circondata dalle montagne (i Monti Tauro) e con molte cose da vedere e un bellissimo porto (che ancora oggi, come al tempo dei romani, rappresenta un importante luogo di attracco per le imbarcazioni). Si tratta della più grande città turca affacciata sul Mediterraneo.

Tra le perle vi è sicuramente il quartiere Kaleici (letteralmente “dentro la castello”), delimitato da mura romane e ancora oggi luogo di scambi e commercio (e di ottimo cibo!) tra gli stretti vicoli.

La foto invece ritrae parte del muro romano della vicina Side (un centinaio di chilometri da Antalya, proseguendo lungo la costa verso est), fondata nel VII secolo A.C.,conquista dai romani nel 67 A.C., fu definitivamente abbandonata nel X secolo.

In questa foto ritroviamo Sonja Smith (@handstanddiary) allenatrice di ginnastica e verticali, in viaggio intorno al mondo con il compagno che è anche il fotografo (@i05novak).

Thanks Sonja for allowed me to use your very nice handstands photos!

Alla Basilica di Santo Stefano

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Kathleen, Basilica di Santo Stefano, Budapest, Ungheria

La Basilica di Santo Stefano (in ungherese Szent Istavan-bazilika) è situata nella zona di Pest a Budapest. Si tratta di un edificio in stile neoclassico, progettato da Jozsef Hild (uno dei maggiori esponenti dell’architettura neoclassica) nel 1850 e costruita a partire dal 1851 e fino al 1905, su un sito dove vi era un teatro (Hetz-Theater).

Hild morirà nel 1867 è la direzione dei lavori verrà assunta da Miklos Ybl (colui che poi progetterà il Teatro dell’Opera di Budapest) che inserirà la grande cupola (che subirà anche un crollo per un forte temporale durante la costruzione). Infine, l’opera fu finita, dopo la morte di Ybl (1891) da Jozsef Kauser.

Con la cupola la basilica raggiunge i 96 metri d’altezza (ovvero la stessa altezza del Palazzo del Parlamento  a simboleggiare l’equilibrio tra il potere spirituale e quello politico. Si può salire nel tamburo delle cupola, dove da oltre 65 metri di altezza si ha una magnifica vista sulla città.

Le chiesa, che all’interno è rivestita di 55 tipi di marmo diversi, è in grado di accogliere 8000 fedeli

Santo Stefano d’Ungheria è stato il primo re e fondatore dell’Ungheria (1000-1038), in una cappella a parte è conservata la “Santa Destra” ovvero la mano destra di Re Stefano.

In questa verticale troviamo Kathaleen (@kathleen), tedesca, atleta di acrobatica con, ovviamente, una bella passione per le verticali. Grazie Kathleen.

Thanks Kathleen for allowed me to use your very beautiful handstands photos!

Ponte di Tiberio

paglierani federic, ponte di tiberio

Federico Paglierani, Ponte di Tiberio, Rimini

Il Ponte di Augusto e Tiberio (più noto come Ponte Tiberio) si trova a Rimini ed è un monumento storico della città (dal 1885 è monumento nazionale). Si tratta di un’opera costruita tra il 14 e il 21 D.C., iniziato sotto il governo di Augusto e concluso quando regnava l’Imperatore Tiberio. Costruito in pietra d’Istria è composto da 5 arcate a tutto sesto (volta a semicerchio) e costituiva (e costituisce) l’inizio della Via Emilia (la via tracciata nel 187 A.C. dal console Emilio Lepido che collegava Rimini a Piacenza).

Il ponte – lungo 70 metri – permette di attraversare il fiume Marecchia (al tempo chiamato Ariminus da cui il nome della città), ed è costruito con un’architettura solida poggiante su un sistema di pali in legno, perfettamente isolati, che gli hanno permesso di superare i 2000 anni di vita, piene del fiume, terremoti e episodi bellici (dalle guerra tra Goti e Bizantini, nel 551, di cui ancora si vedono i segni nell’ultima arcata verso borgo San Giuliano) fino ad un tentativo di minarlo da parte dei tedeschi!). Questa sua “indistruttibilità” le è valso il titolo di Ponte del Diavolo (su di esso vi è anche una leggenda).

In questa perfetta e possente verticale (un pò come il ponte!) troviamo Federico Paglierani (@federico_osteopata_paglierani), fisioterapista e osteopata, nonché viaggiatore e amante delle verticali. Grazie Federico per avermi fatto usare le tue foto.

Federico, per chi è della zona, lo potete trovare allo Studio Keiros 

Nelle terre basse

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Lita Sattva, Sorobon Beach, Bonaire, Paesi Bassi

Bonaire è un isola caraibica, che assieme ad altre isole (Sint Eustatius e Saba) costituisce le Isole BES. Appartiene amministrativamente ai Paesi Bassi. Geograficamente l’isola dista circa 80 chilometri dalle coste del Venezuela.

Si tratta di un isola collinosa (raggiunge la massima altezza di 240 metri) e abbastanza arida, di 288 chilometri quadrati e con al suo interno numerosi laghi di acqua salata. E’ abitata da circa 17 mila persone.

Nel 1969 una parte dell’isola (48 chilometri quadrati) è diventato Parco Nazionale ed è un esempio di tutela e di conservazione della natura. Sono quasi 200 le specie di uccelli (tra cui una gigantesca colonia di fenicotteri) che si possono vedere.

L’isola, fu “vista” dagli europei la prima volta nel 1499 dallo spagnolo Alonso de Ojeda. L’isola era abitata da indios, sin dal 1000 A.C., che chiamavano l’isola Boitay, ovvero “terre basse”. Erano indios caiquetio e arauachi, che furono ridotti in schiavitù e deportati a Santo Dimingo per lavorare nelle miniere. Nell’isola arrivarono poi i portoghesi che nel 1636 vendettero l’isola agli olandesi. Sin dal 1639 nell’isola si ricava il sale (una delle maggiori attività economiche).

Sorobon Beach, dove è scattata la foto, è una spiaggia nell’estremo sud dell’isola a soli 8 chilometri dalla “capitale” Kralendijk.

Oggi Bonaire è un’isola turistica grazie alle sue spiagge, al suo mare cristallino, la barriera corallina e ai suoi fondali. E’ infatti un luogo molto frequentato, oltre che da surfisti, da sub e da amanti dello snorkeling.

In questa verticale vediamo Lita Sattva (@litasattva), insegnante di yoga e viaggiatrice, di base a Londra, che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto (potete  seguire le sue attività di insegnamento anche sulla pagina Facebook dedicata (litasattvayoga).

Thank you Lita for sharing your beautiful handstands photos. We will follow your very interesting yoga activity!

Gli stupa del Myanmar

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Imke, Shwe Indein Pagoda, Myanmar

Il Myanmar (per molti più nota come Birmania, il nome usato prima del 1989) è uno Stato posto tra India e Cina (che confina anche con Bangladesh, Laos e Thailandia), che conta poco più di 51 milioni di abitanti.

E’ un paese che ha un territorio montagnoso (culminante con il Hkakabo Razi a 5881 metri) e le piane alluvionali dei fiumi Irrawaddy e Sittang che sfociano nel Golfo del Bengala. Sono oltre 130 i gruppi etnici presenti nel Paese, sebbene quasi tutti accumunati dalla comune pratica della religione buddista.

Si tratta di un Paese essenzialmente agricolo (coltivazione del riso, che occupa il 60% della produzione agricola) che ha ancora una grande struttura rurale, sebbene negli ultimi anni lo sfruttamento del sottosuolo e delle foreste (per il legno pregiato) nonchè l’industrializzazione sta incidendo notevolmente sulla vita degli abitanti.

Nel Myanmar si produce anche l’8% del raccolto mondiale di papavero da oppio.

Il Myanmar ha anche una storia politica controversa dopo l’indipendenza dal Regno Unito, acquista nel 1948. Figure di spicco quali U Nu (primo ministro fino al 1962) e Aung San (assassinato nel 1947) guidarono il processo di indipendenza e i primi anni della giovane nazione. Poi il colpo di stato militare del 1962 cambiò le sorti del Paese. Nella lotta alla dittatura militare a partire dalla fine degli anni ’80  emerse la figura di Aung San Suu Kyi (figlia di Aung San e Premio Nobel per la Pace nel 1991), oggi dopo lunghi anni di prigionia, Ministro degli Esteri.

Lo Shwe Indein Padova è un gruppo di templi buddisti (oltre un migliaio di stupa, ovvero strutture sacre che contengono reliquie) nel villaggio di Indein nello stato di Shan, fatti costruire durante il regno di Narapatisithu (1138-1211). Gli stupa sono decorati con altorilievi e statue di pietra, molti sono coperti dalla vegetazione.

In questa verticale troviamo Imke (@pippiexplorestheworld) viaggiatrice tedesca, con un’amore per le verticali, che è in viaggio attraverso il mondo (la potete seguire anche sul suo blog Pippiexplorestheworld).

Thanks Imke for allowed me to use your very nice pictures and also ftr the nice words you used towards my “Handstands Around The World – Verticali dal Mondo” project. I will follow you! Have nice trip!

Worthersee, dove volano le melodie

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Basist, Lago di Worthersee, Austria

Il Lago di Worthersee è il più grande lago della Carinzia, in Austria. Si sviluppa con una lunghezza di oltre 16 chilometri (tra Villach e Klagenfurt, di cui solo la periferia del’ultima è bagnata dal lago) con una larghezza massima di quasi 2 chilometri e una profondità, che nel suo punto massimo raggiunge gli 85 metri. Il lago presenta, nella parte centrale due penisole che quasi lo dividono in due bacini.

Il nome deriva dal piccolo abitato (1500 persone) Maria Worth, situato su di una collina, sulla riva meridionale del lago.

Il lago è molto attrezzato per il turismo balneare estivo ed è particolarmente adatto al turismo familiare grazie al clima (si trova a 450 metri), alle sue acque limpide e calde (28 gradi) e alla bellezza del paesaggio che lo circonda. Adatto quindi al relax e alle escursioni, a piedi e in bicicletta, per ogni preparazione fisica. Sulla sommità della collina, dove sorge Maria Worth, è stata eretta una torre di osservazione in legno (Pyramidenkogel), che con i suoi 100 metri di altezza, rappresenta la torre in legno più alta al mondo ed assicura uno spettacolo unico.

Sin dal passato il lago è stato un ruolo di relax che per secoli ha ospitato chi era alla ricerca di ispirazione. Johannes Brahms, che frequentava questi luoghi, disse che “sul Worthersee volano le melodie, tanto che bisogna stare attenti a non calpestarle”.

In questa verticale troviamo Basist (@basist), sloveno, un vero appassionato di viaggi e di verticali (ha una pagina instagram fatta solo di verticali!). Insomma, perfettamente in linea con Verticali dal Mondo!

Thanks Basist for allowed me to use your nice handstands photos! Congratulations for your photos, beautiful and never dull, i think i will use others in the future… if you agree!