Nella Maccallè di Mestre

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Luca Della Valle, Altobello, Mestre, Venezia

Altobello è il nome di un quartiere a Mestre, Venezia. Non si tratta però di una quartiere qualsiasi. Sebbene Mestre era (ed è ancora) una piccola città, Altobello (più comunemente noto come Maccallè o Macaè) era considerato il Bronx di Mestre. Costruito negli anni ’50 come disordinato quartiere operaio con l’aggiunta negli anni ’70 di due palazzoni (chiamate Navi) per far fronte alla intensa richiesta abitativa di quegli anni. Certo il paragone con il più noto quartiere americano, per dimensioni, fa sorridere.

Altobello però è sempre stato periferia ma, a due passi dal centro.

Era, appunto. Altobello è oggi un esempio concreto di come si possa (e si deve) fare, rigenerazione urbana. La sua storia inizia nel 1997 quando un gruppo di abitanti diede vita alla prima delegazione di zona. Un organo di rappresentanza dal basso, si direbbe. Cittadini che chiedono che le scelte da fare sotto la loro casa, siano, giustamente, condivise e discusse.

L’amministrazione comunale, a quel tempo sensibile, assieme ai cittadini, decise quindi di partecipare nel 2003 bando dei “Contratti di Quartiere”, una formula di finanziamento che il Ministero delle Infrastrutture aveva varato la prima volta nel 1998 e riconfermato nel 2002. In sostanza finanziamenti che avevano lo scopo di recuperare aree “in quartieri segnati da diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano e da carenze di servizi in contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo“.

Nel 2005 sono iniziati i lavori (per 40 milioni di euro) che comprendevano l’abbattimento di vecchie e degradate case (riuso del suolo), alcuni interventi privati (scelti dai cittadini attraverso un bando), riqualificazioni urbane pubbliche, l’edificazione di un asilo, di alcuni alloggi “ad uso sociale” (61 per la precisione), la pedonalizzazione completa di una strada, un nuovo parcheggio a raso, un nuovo parco pubblico e altre opere.

Il progetto complessivo – che ha sempre visto la partecipazione attiva dei cittadini in ogni scelta – ha vinto il premio RIUSO attribuito dall’Ordine degli Architetti Italiani.

Oggi Altobello è un quartiere rinato, a pochi passi dal centro, dove convivono persone di varie nazionalità e dove le attività culturali e le iniziative continuano ad essere molto partecipate e volute dai cittadini.

Trasformare le città non solo è doveroso ma è, soprattutto, possibile!

In questa verticale ritroviamo Luca Della Valle (si, mio figlio!), tredicenne parkourista dell’APTA Parkour, proprio in uno dei nuovi giardini pubblici di Altobello!

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