Archivio mensile:marzo 2019

Sul balcone di Ginevra

Roxy, Le Mont Seleve, HauteSavoie, Francia

Roxy, Le Mont Seleve, Francia

Le Mont Seleve è una montagna, alta circa 1380 metri, delle Prealpi francesi situata nel dipartimento dell’Alta-Savoia in Francia. La montagna si erge, 578 metri sopra Ginevra e per questo è chiamata “il balcone di Ginevra”.

Nonostante la montagna sia in territorio francese, il luogo è nel cuore dei ginevrini, da cui dista solo 20 chilometri, che fin dal 1887 hanno reso accessibile la montagna con un tram a vapore che portava direttamente sotto la vetta, dal 1894 con un treno a cremagliera che conduceva sulla cima dove oggi si arriva in funivia (costruita nel 1932) che porta fino ai 1100 metri di altitudine (naturalmente si può giungere anche in auto a a piedi).

Sul monte vi è anche l’Osservatorio Astronomico ma, decisamente è la sua vista panoramica su Ginevra, sul lago Lemano, sul Monte Bianco e sulla catena alpina che rappresentavo il vero motivo per cui una visita è d’obbligo se ci si trova da queste parti!

Ginevra, seconda città della Svizzera dopo Zurigo, nonostante i suoi circa 200 mila abitanti (ovvero quelli di una cittadina)  è ritenuta la “metropoli più piccola del mondo”.

In questa panoramica verticale troviamo Roxy (@roxy_the_travelling-yogi),  svizzera, con due grandi passioni: lo yoga e il viaggio. Tra queste due strade non mancano le verticali! Grazie Roxy!

Thanks Roxy to allowed me to use your very nice handstands pictures!

 

 

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Parque Ines de Suarez

Aleupsidedown, Parque Ines de Suarez

Aleksandra Klimasz, Parque Ines de Suarez, Santiago del Cile

Santiago del Cile (più comunemente semplicemente Santiago) è la capitale del Cile la cui area metropolitana ospita oltre 6 milioni di persone, oltre il 35% dell’intera popolazione del Cile. Situata a 567 metri di altitudine è stata costruita sul fiume Mapocho.

Nella zona di Providencia vi il Parco urbano dedicato a Ines de Suarez (Parque Ines de Suarez). Si tratta di un’area di 5 ettari (aperto dal mattino alla sera). Un’area di relax cittadina, con musica, stand gastronomici e la possibilità di svolgere attività fisica.

Ines de Suarez è stata una combattente spagnola che nel 1500 ha difeso la città di Santiago dall’attacco dei Mapuche. La storia di Ines è particolare, perchè a 30 anni (1537) si imbarca per il sud america con l’intento di cercare il marito che era partito con i fratelli Pizarro. Giunge a Lima dove scopre che il marito era morto in mare, prima di giungere in Peru. Ottiene quindi, in risarcimento, un appezzamento di terra e si stabilisce a Cuzco. Li inizia una relazione con il condottiero Pedro de Valdivia, con cui nel 1540 parte (ottenendo, cosa non comune all’epoca, di seguire il compagno come domestica, in realtà si occuperà durante il viaggio dei malati) verso il Cile per conquistare nuove terre. Nel 1541 la spedizione arriva nella valle del fiume Mapocho dove sorgerà poi la città di Santiago. Nel 1543 mentre Valdivia era fuori dalla città, i Mapuche attaccarono la città distruggendola. Ines si mise a capo della difesa e propose di decapitare 7 capi tribali che erano prigionieri per scatenare scompiglio. Le teste furono gettate tra la folla e Ines, salita a cavallo, portò le truppe spagnole alla vittoria.

Valdivia, divenne Governatore e Ines visse con lui (nonostante l’uomo fosse sposato in Spagna). Questa relazione (e le accuse di tirannia) valse l’intervento del Vicerè che nel 1548 stabilì che Valdivia doveva ritornare a vivere con la moglie (cosa che fece) e che Ines doveva sposarsi (cosa che fece con il capitano Rodrigo de Quirigo nel 1549).

Ines morì nel 1580 a Santiago dopo che la parte finale della sua vità fu dedicata alla religione a all’aiuto degli altri. Su Ines la scrittrice cilena Isabel Allende ha scritto, nel 2006, un romanzo, Ines dell’anima mia.

In questa verticale ritroviamo Aleksandra Klimasz (@ale_upsidedown), acrobata e artista di circo che lavora spesso in duo (Duo the Essence @duo_theessence) e che ringrazio per aver acconsentito di usare le sue foto.

Thanks Aleksandra to allowe  me to use your very nice handstands pictures!

Con i “tracciatori” dell’APTA Parkour

apta parkour, palestra franchetti, mestre

Apta Parkour, Mestre

 

APTA Parkour è una giovane associazione sportiva dilettantistica che insegna il parkour a Mestre-Venezia. Nata nel novembre 2011 con lo scopo di diffondere la pratica del Parkour, dell’Art du Deplacement e del Freerunnig nel loro spirito originario, ovvero puntando al metodo di insegnamento, alla precisione e alla sicurezza.

Il Parkour è una disciplina “urbana” che nasce in Francia all’inizio degli anni ’90 il cui termine è stato coniato da David Belle (ginnasta, stuntman e attore) che si è ispirato ai metodi di allenamento di Georges Hebert, ufficiale di Marina francese (1875-1957) utilizzato soprattutto dai Vigili del Fuoco, coniugandoli con “l’arte dello spostamento” urbano.

Tecnicamente i praticanti del Parkour non sono chiamati come sembrerebbe più ovvio “parkouristi” bensì traceurs (maschile) o traceuses (femminile), ovvero “tracciatori”. Questo a sottolineare proprio lo scopo della disciplina “spostarsi in aree urbane superando gli ostacoli con movimenti efficienti”.

Il Free running, sebbene tragga le stesse origini (il capostipite è Sebastien Foucan, compagno di allenamenti di David Belle), si differenzia dal fatto che punta maggiormente alla bellezza del movimento e, di conseguenza, meno all’efficienza.

Semplificando molto, il Parkour tende all’efficienza del movimento nel superare un ostacolo mentre il free running alla bellezza dello stesso.

Sfatiamo subito un dubbio. Non stiamo parlando di “pazzi” che si gettano dai condomini. Stiamo parlando di persone che si allenano duramente, lavorando in modo maniacale sulla precisione dei movimenti i quali, solo ad occhi inesperti, possono sembrare pericolosi e azzardati. All’APTA Parkour non si insegna “a lanciarsi” in inutili acrobazie bensì ad allenarsi a superare ostacoli ogni giorno più difficili senza mai dimenticare sicurezza e precisione. Si insegna a lavorare insieme e a condividere ogni piccola conquista.

Ecco il sito ufficiale dell’APTA Parkour, mentre questo è il link per la pagina Facebook.

In questa spiritosa foto, con “Ravi” in verticale, un gruppo (piccolo) degli atleti dell’APTA Parkour (@aptaparkour) a Mestre (nella vecchia palestra del liceo “Franchetti”) alla fine di un allenamento. La società è guidata saggiamente (nel senso che non è solo un istruttore ma un “Maestro” di questa disciplina) da Davide Vianello (@davidesimmiacrowley) ed ha sempre dimostrato attenzione anche a questioni sociali (ad esempio recupero di aree urbane degradate o campagne di sensibilizzazione alla salute e di prevenzione) e naturalmente svolge una parte importante del lavoro “in strada all’aria aperta”!

Nella Nizza di Baden

Ma.mvmnt, Gengenbach

Marcel Badek, Gengerbach, Germania

Gengenbach è una città della Germania con poco più di 11 mila abitanti situata, sulle colline a circa 200 metri di altitudine,  nel land di Baden-Wurttemberg nel sud-ovest del paese.

Fondata come borgo fortificato nel XIII secolo, ai margini della Foresta Nera, la città si sviluppa poi attorno alla sua Abbazia. Nel corso dei secoli, per la sua posizione di confine fu più volte occupaata dai francesi e riconquistata dai tedeschi, in particolare durante le guerre franco-tedesche del 1600.

L’Abbazia di Gengenbach fu fondata intorno al 700 da San Pirminio di Murbach, un monaco spagnolo influenzato dal cristianesimo celtico, dopo la sua esplusione da Reichenau.

Oggi Gengenbach è una piccolo villaggio, romantico, racchiuso tra le sue mura, in cui nulla è lasciato al caso (per questo è chiamata la Nizza di Baden) con un grande senso estetico in ogni suo particolare. Passaggiare per le sue stradine e godersi l’atmosfera e la storia che esse raccontano è una esperienza da vivere.

A Gengenbach, Tim Burton ha girato alcune scene di “La fabbrica di cioccolato”, il film favola del 2005 interpretato da Johnny Depp.

In questa bella verticale troviamo Marcel Badek (@ma.mvmnt), tedesco di Berlino, atleta calistenico, ginnasta e allenatore, con una grande passione per le verticali.

Thanks Marcel to shere your very nice handstands pictures!

Nella città nuova

Halina, Cancun, Quintana Roo

Halina Starevich, Cancun, Messico

Cancun è una città, con oltre 750 mila abitanti, della penisola dello Yucatan, nello stato di Quintana Roo in Messico. Fino al 1974 si trattava di un piccolo villaggio di pescatori (con poco più di un centinaio di abitanti), in realtà di un’isola coperta di mangrovie e spiagge inesplorate collegata da una laguna e due stretti canali, successivamente fu volutamente trasformato in un centro turistico conosciuto in tutto il mondo.

La città si divide in due: una zona hotelera (dove ci sono le spiagge, gli hotel, i resort, i bar e i ristoranti) lunga circa 22 chilometri (ovvero una stretta lingua di terra collegata alla terraferma da due ponti) e una zona centrale dove esiste la città vera e propria. L’economia della città si basa quasi esclusivamente sul turismo.

Cancun è una città che praticamente vive 24 ore al giorno, quasi senza interruzione passando dalla vita tipica dei luoghi balneari alla sfrenata vita dei locali notturni che chiudono solo alle prime ore del mattino.

In questa foto in verticale ad una mano troviamo Halina Starevich (@halina_starevich), bierolussa, artista e acrobata di circo (lavora con il Cinque Du Soleil), che ringrazio per avermi concesso di usare le sue belle foto.

Thanks a lot Halina to allowed me to use your beautiful handstands pictures in my blog!

A Mogliano nelle Marche

Tommy240206, Mogliano (Marche)

Tommaso Petrelli, Mogliano Marche, Macerata

Mogliano è un comune italiano di circa 5000 abitanti in provincia di Macerata nelle Marche. Sorge su di un colle a circa 300 metri di altitudine ed è un borgo ricco di tradizioni e folclore conosciuto per la lavorazione del vimini e delle pelli.

Il territorio era abitato fin dal VII secolo A.C., fu poi parte dell’Impero Romano e infine nel medioevo fu proprietà di una signoria locale.

A Mogliano sono oggi visibili alcuni edifici di epoca medioevale, come il Palazzo Forti (edificio del ‘500, oggi ad uso del Municipio), la Rocca Medioevale (di cui rimangono solo i bastioni) o più recenti come il Monastero di San Giuseppe (del 1600) o il Teatro Apollo (dell’Ottocento). Infine, Mogliano, offre anche una suggestiva rievocazione storica (Mogliano 1744) ovvero il passaggio in quella data delle truppe di Maria Teresa d’Austria.

Mogliano è anche un luogo da cui partire per una visita al Parco dei Monti Sibillini, delle nostra Adriatica o delle città.

In questa verticale troviamo Tommaso Petrelli (@tommy240206), giovanissimo atleta, con una passione per l’acrobatica e naturalmente per le verticali. Ringrazio Tommaso per avermi inviato questa foto!

Alla meridiana di Cottesloe Beach

Mleheta, Cottesloe Beach

Michelle Leheta, Sundial, Cottesloe Beach, Australia

Cottesloe ( o Cott come viene familiarmente chiamata dai locali)  è un sobborgo, dove vivono circa 8000 abitanti, dell’area metropolitana di Perth in Australia. Il suo nome si deve al politico britannico Thomas Fremantle, barone di Cottesloe. E’ la spiaggia cittadina più famosa di Perth e si trova a soli 15 minuti dal centro.

Ha un’atmosfera rilassata, tipica del villaggio, e con oltre un chilometre e mezzo di spiaggia di sabbia fine e di mare cristtalino è da oltre un secolo una spiaggia ideale per famiglie e per ammirare il tramonto sull’Oceano Indiano. Infatti la spiaggia fu scoperta dai surfisti nel 1909 e da allora è meta anche di appassinati di sport acquatici.

Dietro la spiaggia vi sono prati adatti al picnic (Cottesloe Eplanade) mentre il Marine Parade è il vivace viale dove si trovano ristoranti e bar.

In questa foto si può osservate una parte della grande meridiana (sundial), alta oltre 3 metri, costruita nel 1988 in occasione del Bicentenario della fondazione della colonia nella costa est dell’Australia. Il progetto è dell’architetto Jeff Considine ed è ispirato al modello che si trova a Jaipur (in India) costruito nel XVIII secolo. Dopo la sua costruzione la meridiana è diventata il luogo preferito per le foto di matrimonio!

In questa perfetta verticale troviamo Michelle Leheta (@m_leheta), atleta con una grandissima passione per le verticali (nel suo profilo se ne trovano di ogni forma e in ogni luogo). Grazie Michelle.

Thanks a lot Michelle to allowed me to use your very nice and interesting handstans photos!