Archivio mensile:giugno 2019

Dai Giochi Europei

Bullo Anna, Minsk, Bielorussia

Anna Bullo, Minsk, Bielorussia

Minsk è la capitale della Bielorussia, con quasi due milioni di abitanti è stata fondata intorno all’anno mille. Nel corso dei secoli, a causa di lotte etniche, politiche e religiose è stata purtroppo più volte distrutta e ricostruita.

In questi giorni Minsk (21-30 giugno 2019) ospita la seconda edizione dei Giochi Europei (European Games), una manifestazione nata sul modello delle Olimpiadi (come i Giochi asiatici o panamericani), con la stessa cadenza quadriennale, la cui prima edizione si è svolta a Baku nel 2015. La prossima è programmata, per il 2023, a Cracovia, in Polonia.

La novità di questi giochi – oltre a quella di volersi affermare come manifestazione continentale in cui far rivivere lo spirito olimpico – è quella di introdurre discipline che, per ora, non fanno parte del programma olimpico. Tra queste a Minsk si assisteranno a gare di Beach Soccer, Ginnastica Acrobatica e Ginnastica Aerobica, Karate, Pallacanestro 3vs3 e Sambo.

Sono previste gare per 16 discipline sportive (che assegneranno quasi 200 medaglie d’oro, e altrettante di argento e bronzo) che impegneranno complessivamente 4082 atleti di 50 nazioni (per l’Italia 161). Insomma esserci è una di quelle cose che aiutano a far grande la storia sportiva di un atleta.

In questa verticale, scherzosa, nel villaggio sportivo e a fianco della mascotte dei Giochi,  ritroviamo Anna Bullo (@annbullo), ginnasta del Team Italia della Ginnastica Aerobica che si allena al Gruppo Sportivo Sanbughè (il suo tecnico, praticamente da sempre, ovvero fin dagli inizi alla SPES Mestre, è Emiliano Granzotto), atleta internazionale di grande valore (Bronzo mondiale) oltre che tenace e simpaticissima ragazza!

Ringrazio Anna per la foto e mamma Daniela per la complicità!

PS – Mi riempie di gioia sapere che Anna fa parte del Team Italia a questi Giochi e con lei un’altro ragazzo che ho conosciuto durante la mia Presidenza alla SPES Mestre, Nicolò Mozzato (nell’artistica). Per entrambi il premio per un impegno enorme profuso fin da quando erano piccoli assieme ai loro tecnici e alle famiglie. Bravi! Comunque andrà, avete già raggiunto un grandissimo risultato!

Nelle isole dove visse Hemingway

The Cat Lady Photo, Isole Keys, Florida

Virginia “TheCatLady” , Isole Keys, Florida, Stati Uniti

Le Florida Keys  sono un arcipelago di circa 1700 isole di origine corallina posizionate sulla punta della Florida, non distante da Miami, negli Stati Uniti. Le isole hanno una superficie complessiva di circa 356 chilometri quadrati e vi abitano circa 80 mila persone. Sono aperte al turismo – ognuna a suo modo un piccolo paradiso, fatto di mare cristallino, vegetazione tropicale e spiagge di sabbia bianche con caratteristiche diverse e target di turismo diverso- circa 45 isole.

La più conosciuta è l’isola di Key West (dove vive oltre il 30% della popolazione), che è anche la città (e il punto geografico) più a sud degli Stati Uniti (a circa 90 miglia da Cuba), famosa anche perché fu il luogo dove lo scrittore Ernest Hemingway visse (la sua casa è visitabile).

Le isole hanno un’altra particolarità, ovvero possono essere visitate senza dover prendere una barca. Infatti un ponte (Overseas Highway) di quasi 200 chilometri attraversa tutto l’arco costituito dalle isole, collegandole (45 di esse) l’una all’altra fino alla più estrema, appunto Key West.

In questa bella verticale in spaccata troviamo Virginia alias 2The Cat Lady” (@thecatlady_photos), italiana, ballerina e viaggiatrice, amante dei gatti (lei in realtà si definisce una gattara!) e fotografa, che ringrazio per avermi inviato questa bella foto!

Grazie Virginia!

 

A Sant’Elena

Zambon Maddalena e Aurora Giacomazzi, Sant'Eelena, Venezia

Maddalena Zambon e Aurora Giacomazzi, Sant’Elena, Venezia

Sant’Elena è un quartiere di Venezia all’interno del più grande sestiere di Castello. Si tratta della parte terminale di Venezia che guarda al Lido. Un tempo era solo una piccola isola dove esisteva la chiesa di Sant’Elena (eretta intorno al 1500 e dedicata a Flavia Giulia Elena, madre di Costantino I e compagna dell’Imperatore Costanzo Cloro, venerata dai cristiani come Sant’Elena Imperatrice), successivamente interno al 1920, la sacca fu bonificata, ed il suo territorio si estese dando vita ad un quartiere residenziale.

A Sant’Elena oltre ad una pineta (che quasi un prolungamento dei giardini della Biennale), vi sono due darsene (quella per barche a vela, del Diporto Velico Veneziano, nato nel 1950, distrutto nel 1970 e ricostruito) e quella della Scuola Navale Militare “Morosini” (inaugurata nel 1937). Inoltre dal 1913 vi trova sede lo stadio “Pier Luigi Penzo”, uno storico campo di calcio italiano.

Come dicevamo, l’11 settembre 1970 (data che ricordata per altri sinistri episodi, come nel 1973 quando fu ucciso Salvador Allende in Cile o il 2001 quando furono abbattute le Torri Gemelle), un tornado si abbattè sulla Laguna provocando 36 morti e oltre 500 feriti. Il quartiere di sant’Elena è particolarmente colpito, oltre alla Darsena, anche la scuola Navale e lo stadio furono distrutti).

In questa foto, sulla fondamenta (l’isola difronte è quella di san Servolo), ritroviamo Maddalena Zambon (@madda_z), oramai una presenza costante di Verticali dal Mondo assieme all’amica Aurora Giocomazzi (@auroragiacomazzi), entrambe liceali veneziane, che ringrazio per questo scatto. Grazie Madda!

Nella capitale europea della cultura

Margheriata, sassi di Matera

Margherita, Sassi di Matera, Matera

Matera è una città di oltre 60 mila abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Basilicata. Sorge a 400 metri di altitudine ed è attraversata dal torrente Gravina di Matera, un affluente di sinistra del Bradano.

La città ha origini antiche poiché sono stati trovati insediamenti che partono dal paleolitico e senza soluzioni di continuità arrivano ai nostri giorni. Nei secoli si sono succedute le influenze, da quelle greche a quelle longobarde, dai bizantini ai franchi, dai normanni agli aragonesi. Insomma un insieme di influenze, culturali e storiche, che hanno conferito a Matera una bellezza unica.

Matera è nota nel mondo per i suoi Sassi. Essi non sono altre che due storici quartieri (Sasso Cavernoso e Sasso Barisano) formati da architetture rupestri scavate nella roccia (e delle successive forme di civilizzazione), che costituiscono il centro storico di Matera. Nel 1993 i sassi (assieme al parco delle chiese rupestri di Matara) sono divenuti sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Nel 2019 Matera è, assieme alla città di Plovdiv, in Bulgaria, Capitale Europea della Cultura (ecco il sito ufficiale) un’iniziativa lanciata dall’Unione Europea nel 1985.

In questa verticale ritroviamo ancora una volta Margherita (@lifeinhandstandmotion), romana, oramai una “collaboratrice fissa” di Verticali dal Mondo, grazie alla sua passione per il mondo a testa in giù! Grazie Margherita!

Al memoriale del generale rosso

Travelsinfitness, Chiang Kai Shek Memorial Hall

Zachary Periska, Chiang Kai Shek Memorial, Taipei, Taiwan

Il monumento commemorativo eretto in onore di Chiang Kai Shek (ex presidente della Repubblica Cinese) si trova nel distretto Zhongzheng a Taipei, nell’isola-stato di Taiwan. Costruito nel 1980, si tratta di un vero è proprio monumento al culto della personalità (per questo a partire dal 2007 vi è una importante discussione nel tentativo di rinominarlo).

Chiang Kai Shek, deceduto nel 1975, è stato il leader che ha guidato il governo nazionalista che si è rifugiato nell’isola di Taiwan (anche conosciuta come Formosa).

Nato nel 1887, generale dell’esercito, nel 1925, dopo la morte di Sun Yat-sen assunse la guida del Kuomintang (il Partito Nazionalista Cinese). Guidò durante la guerra civile cinese (1927-1949) la fazione nazionalista che, sconfitta, riparò sull’isola di Formosa (che successivamente venne rinominata Taiwan) dando vita alla Repubblica di Cina a Taiwan (Cina Nazionale), di cui divenne presidente a vita.

Il monumento, situato in un giardino di 25 ettari, è realizzato in marmo bianco con le tegole blu su sfondo rosso (i tre colori insieme rappresentano la bandiera di Taiwan). Vi sono 89 gradini, tanti quanti gli anni del generalissimo ( del generale rosso, come veniva chiamato).

In questa verticale ai piedi del memoriale ritroviamo Zachary Periska (@travelsinfitness), allenatore e personal trainer, americano di nascita, ingegnere e viaggiatore. Un vero appassionato di verticali.

Thanks a lot again Zachary to allow me to use your beautiful handstands pictures.

Alle piscine di Dolo

Trevisan Elisa Emily, Piscina Dolo

Elisa Emily Trevisan, Piscine Dolo, Venezia

Dolo è un comune di circa 15 mila abitanti della città metropolitana di Venezia. E’ uno dei comuni della Riviera del Brenta e si estende su entrambe le rive del naviglio.

Esistente già in epoca romana, fu poi un piccolo borgo medioevale fino al basso Medioevo, quando prima è sotto l’influenza di Padova e poi, a partire dal 1405, diventa parte della Repubblica Serenissima. Come tutto l’asse del Brenta, Dolo divenne luogo di dimora di campagna dei veneziani e successivamente in uno dei luoghi più frequentati dalla nobiltà veneziana(sono numerose le ville, anche di straordinaria architettura, che si trovano lungo il naviglio che da Venezia porta a Padova).

Oggi Dolo è una cittadina viva con un’intensa attività economica e culturale, oltre che con un centro (che attraversa il fiume) piacevole e rilassante.

Gestito dalla SSD Riviera Nuoto a Dolo vi è un parco acquatico (affianco alle piscine coperte) ideale per una giornata all’aria aperta, tra piscina e relax. Adatto a tutti e soprattutto ai più piccoli.

In questa bella verticale in piscina troviamo Elisa Emily Trevisan, giovane ginnasta presso la SPES Mestre. Ringrazio mamma Elena per la foto e per il fatto che segue con interesse questo progetto. Grazie!

 

 

La Pedriza, l’arte delle natura

Nini Storm, Parque Natural La Pedriza.png

Nini Storm, La Pedriza, Madrid, Spagna

La Pedriza è una zona, sul versante sud della Sierra de Guadarrama, a nord ovest di Madrid (a circa un’ora di auto), in Spagna. Si tratta di un’area di grande interesse naturalistico, geologico e paesaggistico dove, grazie all’azione meccanica del vento e dell’acqua,  in milioni di anni la natura ha modellato le rocce creando rupi e pareti rocciose di curiosa morfologia.

Forme che sembrano scolpite con la sapienza di un maestro dello scalpello.

Queste caratteristiche rendono La Pedriza  – che è una zona di riserva integrale all’interno del Parco Regionale dell’alto bacino del Mazanarre – un luogo molto ricercato dagli arrampicatori e dagli escursionisti in genere.

Il Parco, diventato sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1992, è stato ufficialmente istituito nel 1985 sebbene non sia altro che una estensione della riserva naturale de La Pedriza, istituita nel lontano 1930.

La Pedriza – il cui nome deriva da pietra – ha un’area di 3200 ettari e si compone di un insieme di rocce granitiche e di ghiaioni, guglie, buche, archi e altre formazioni rocciose, alcune levigate e rotondeggianti altre appuntite come lame (la cima più alta supera di poco i 2000 metri) che gli conferiscono un aspetto caratteristico e unico.

Tra le rocce svettano, maestosi, gli avvoltoi.

In bellissima verticale troviamo “Nini Storm” (@nini_storm) straordinaria e potente artista di circo, acrobata, pole dancer, aerealist e, naturalmente, viaggiatrice e amante delle verticali. Ringrazio Nini per avermi concesso di utilizzare le sue bellissime fotografie “a testa in giù!”.

Thanks “Nini” to allowed me to use your very nice handstands pictures!