Archivio mensile:agosto 2019

Al Chobe National Park

Marabeyoga, Botswana.png

Mara Be, Chobe National Park, Botswana

Il Parco Nazionale del Chobe è un grande parco (quasi 11 mila chilometri quadrati, per capirci grande come l’Abruzzo), nei pressi della città di Kasane nel nord-ovest del Botswana. Nonostante la sua grandezza è “solo” il terzo parco del Botswana (più grandi sono la Riserva del Kalahari e Il parco Nazionale Gemsbok). E’ invece, per ricchezza della fauna e per vegetazione, sicuramente il più conosciuto.

La storia del parco è abbastanza travagliata. Negli anni ’30 (quando l’area del parco era interamente di proprietà della corona britannica) al fine di proteggere gli animali si proibì la caccia e si ipotizzò la nascita del parco. Una grave infestazione di mosca tse-tse (responsabile della tripanosomiasi o malattia del sonno) bloccò ogni progetto di conservazione che fu ripreso solo nel 1953. Bisognò però aspettare il 1960 affinché fosse istituita la prima riserva (Chope Game Reserve) che solo nel 1967 divenne il primo parco del Botswana (che da poco, ottobre 1966, era diventato indipendente). Il suo territorio, fu ampliato a più riprese fino al 1987, fino alle attuali.

E’ uno dei parchi africani dove è possibile vedere i “big five”, ovvero i cinque grandi mammiferi della savana, l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo. In particolare Chobe è il parco africano con la più alta popolazione di elefanti (si stimano essere intorno e forse oltre i 100 mila). Ma, all’interno del parco la vita animale (come quella vegetale) è di grande varietà e la visita al parco è, come sempre nei grandi parchi africani, un’esperienza unica e irripetibile.

Il Botswana è poi uno dei paesi  che maggiormente ha fatto una scelta sui parchi basata sul principio di “high quality low quantity tourism”, che tradotto significa alzare molto i prezzi per ridurre il turismo (che spesso impatta negativamente sugli ecosistemi). La qualità dei servizi di accoglienza e accompagnamento sono di altissimo livello e di altissimo costo (si arriva a 1000 dollari al giorno!). Certo vi sono soluzioni più accessibili che permettono, utilizzando la soluzione del “camping”, magari usando compagnie locali, di vivere l’esperienza in maniera più “avventurosa”, con maggiore contatto con la natura e a prezzi più abbordabili!

Ecco il sito ufficiale del Parco.

In questa verticale ritroviamo Mara Be (@marabeyoga), che vive tra Como e Lugano, che da sempre esplora i movimenti del corpo tenendo corsi e workshop di yoga e verticali. Mara è anche e soprattutto una grande viaggiatrice. Ringrazio Mara per avermi permesso di usare le sue belle foto. Grazie Mara!

Ad Is Arenas con Alvise

Alvise (figlio Laura Rubin) FB, Is Arenas, Sardegna

Alvise Pulignano, Is Arenas, Sardegna

Is Arenas o Sas Renas è una spiaggia di circa 6 chilometri nella Sardegna occidentale, in provincia di Oristano, tra Narbolia e Cuglieri. L’arenile si estende tra la Torre del Pozzo a nord e il canale (artificiale) Is Benas a sud.

Si tratta di una baia che originariamente aveva oltre 700 ettari di dune (arenas significa appunto sabbia) e che a partire dal 1950 è stata oggetto di un importante rimboscamento (soprattutto pini marittimi e acacie saline) per proteggere l’entroterra dalla sabbia, molto sottile e giallo-rossastra, che veniva spinta da vento.

E’ una spiaggia ventosa (nel 2009 era stato proposta come sito per istallare pale eoliche, progetto che è stato bloccato dalla popolazione) ed è quindi molto frequentata dai surfisti. Vi è un campeggio

In questa verticale troviamo Alvise Pulignano, veneziano, figlio adolescente della cara amica Laura (che mi ha mandato questa foto). Alvise è un giovane musicista, appassionato e bravo sassofonista (del resto la madre, è una grande cantante!). Grazie Alvise e Grazie Laura!

Guardando Manhattan con Samantha

Samantha Star, East River State

Samantha Star, East River State, Stati Uniti

Il Parco urbano di East River (East River State Park) è un piccolo parco (meno di 5 ettari) posizionato in località Williamsburg sul waterfront dell’ East River (lo stretto marittimo di New York che separa Long Island da Manhattan). Il suo pregio è di fornire una vista meravigliosa sullo skyline di Manhattan.

Il parco è un intelligente recupero del territorio, infatti occupa lo spazio della Brooklyn Eastern District Terminal, la stazione dei treni che per oltre cento anni, dal 1870 al 1983, ha collegato, con i suoi 18 chilometri di binari, il terminal marino di Brooklyn.

Nel 2007 il parco è stato inaugurato (un altro pezzo della ferrovia è diventata  il confinate parco Bushwick Inlet Park) e dal 2009 è il luogo dove si tengono concerti e spettacoli durante i mesi estivi. Attrezzato per il picnic ha rigide norme sugli ingressi degli animali e proibisce l’uso all’interno delle biciclette. E’ aperto solo in orario diurno.

In questa bella verticale in spaccata troviamo Samantha Star (@lithiumkitten), straordinaria atleta e istruttrice di pole, dalle grandi doti atletiche, che tiene regolarmente corsi di verticali, pole dance e spaccate (a ottobre sarà in Italia, a Torino). Samantha è stata finalista al mondiale di Pole nel 2015 (ecco il suo esercizio, vale la pena!) nel 2019 è campionessa americana atlantica. Grazie Samantha!

Thanks a lot Samanta to allowed me to use your very nice handstands pictures! Congratulations for your pole activities, wonderful!

La Basilica di Celestino V

Bologna Francesca, Basilica Collemaggio, L'Aquila

Bologna Francesca, Basilica Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio è un chiesa situata sul colle omonimo appena fuori dalla città dell’Aquila. Costruita tra il 1287 e il 1294, per volere di Pietro da Morrone (che nella “sua” basilica volle farsi incoronare come 192° Papa della Chiesa Cattolica con il nome di Celestino V). Sul colle esisteva già un edificio religioso, ma secondo la tradizione l’eremita Pietro sognò la Vergine con cui “decise” la costruzione della Basilica. Che venne, sebbene non ancora ultimata, consacrata nel 1288.

Quando il 5 luglio 1294 fu eletto Papa (con la sua stessa sorpresa), Pietro prima rifiutò e poi fu costretto ad obbedire. Incoronato il 29 agosto 1294 proprio in questa Basilica, Pietro resistette “solo” 4 mesi, quando rinunciò alla carica per tornare a fare l’eremita. Catturato mentre tentava di scappare fu imprigionato nella Rocca di Fumone (in provincia di Frosinone) dove morì il 19 maggio 1296. La sua popolarità, anche a causa del “gran rifiuto” (citato anche da Dante nella Divina Commedia), crebbe e la Basilica di Collemaggio fu molto frequentata dai pellegrini, tanto che nel 1327 le sue spoglie furono portate a L’Aquila dove ancora oggi giacciono.

In questa verticale “da pole dance” troviamo Francesca Bologna, aquilana, che ringrazio per la foto e per averci dato l’opportunità di parlare di questo luogo e di Celestino v! Grazie Francesca!

L’arte moghul in Inghilterra

Im-thuderclouds, Brighton

Tessa, Royal Pavilion, Brighton, Regno Unito

Brighton è una città costiera di circa 300 mila abitanti situata nella contea di East Sussex nella parte meridionale del Regno Unito.

Tra gli edifici che caratterizzano e simboleggiano la città vi è la Royal Pavilion, una villa che ricorda molto i palazzi orientali, voluta da Giorgio IV (che regnò dal 1820 al 1830, in realtà fu reggente a partire dal 1811 per la malattia del padre) alla fine del 1700 (per la precisone nel 1785) quando era ancora un giovane principe. Inizialmente era una modesta villa per le vacanze estive. Poi Giorgio pretese, nonostante non avesse mai visitato l’Oriente, che il profilo estetico del Palazzo fosse modificato secondo uno stile “cinese” (come del resto già erano arredati gli interni). Il disegno venne successivamente ancora modificato e quello odierno è più caratterizzato da uno stile “indiano” dell’architettura Moghul (che si sviluppò in India, Pakistan e Bangladesh, tra il XVI e il XVII secolo).

Tra il 1815 e il 1822 il palazzo fu ancora ampliato (grazie all’intervento dell’architetto John Nash). Fu la Regina Vittoria, succeduta al fratello di Giorgio, che nel 1850 decise di vendere il Palazzo alla città di Brighton, che riteneva troppo affollata. Solo molti anni dopo, gli arredi originali (che la regina aveva sottratto, furono restituiti al palazzo). Royal Pavilion è l’unica residenza reale che non è restata di proprietà della Corona.

Ecco il sito ufficiale del Palazzo.

In questa verticale, quasi messicana, troviamo Tessa (@im_thunderclouds), giovane di Matera che studia a Roma (ma potrebbe essere il contrario!), con una passione per la ginnastica e per le verticali. La ringrazio per questa foto.

Camaiore, non solo mare

Ciervo Micaela, Lido di Camaiore

Ciervo Micaela, LIdo di Camaiore, Lucca, Toscana

Del Lido di Camaiore abbiamo già parlato. Una stazione turistica estiva rinomata per la sua lunga e ordinata spiaggia, frazione della citta di Camaiore,  in provincia di Lucca (in quella zona che universalmente conosciuta come Versilia) in Toscana.

La spiaggia è preceduta da un lungomare attrezzato efiorito (siamo in una zona di fiori!) e da un pontile che si conclude con un locale dove al mattino far colazione… in mezzo al mare.

Il territorio comunale si estande dalla spiaggia alle cime delle Alpi Apuane, passando per delicate colline.

Camaiore è anche un importante luogo di culto religioso. Nel suo territorio si trova la Badia di Camaiore (Badia non è altro che una forma più antica per indicare un’Abbazia, ovvero un comunità monastica e un complesso di edifici), che sebbene nella sua forma attuale risalga al XII secolo, la sua fondazione è datata intorno al 761 in cui i primi documenti citano la Badia di Camaiore.

In questa bella verticale, ordinata, troviamo Micaela Ciervo (@micaela_ciervo), fiorentina (in realtà mi correggono, abruzzese!), con tre passioni: i dolci, l’antropologia e la ginnastica! Grazie Micaela!

 

In vetta al Bluff Knoll

Ellen, Top of Bluff Knoll

Ellen, Bluff Knoll, Western Australia, Australia

Il Bluff Knoll è un picco montuoso (1100 metri) situato nel Western Australia all’interno del Stirling Range National Park. La montagna è chiamata dagli aborigeni Pualaar Miial che si traduce in “la montagna dalle molte facce” o “dai mille occhi”. Nella cultura dei Noongar (popolo nativo del Western Australia) la montagna ha un significato mistico e la presenza “spiriti” tiene lontano questa popolazione.

La montagna da un punto di vista geologico è formata da roccia sedimentaria come roccia arenaria, quarzite, ardesia e roccia scistosa (ovvero che si sfalda secondo piani paralleli a formare “gradini”, come ben visibile in questa foto). Durante l’inverno il picco è spesso innevato.

L’ascesa alla montagna, tre o quattro ore, avviene attraverso un sentiero ben segnato di media difficoltà ma, la vista dall’alto, ripaga (come avviene spesso in montagna) gran parte degli sforzi.

Lo Stirling Range National Park è un’area protetta istituita nel 1913 (sebbene il primo ranger a guardia del parco fu assunto solo nel 1964) su di un’area di oltre 1100 chilometri quadrati. Gli aborigeni chiamano queste montagne Koi Kyenunu-ruff, che significa “la nebbia (intesa anche come alone mistico) che ruota attorno alle montagne”. Si tratta di un’area di grande interesse botanico, geologico e naturalmente paesaggistico. In esso vivono anche alcuni piccoli mammiferi, rettili e uccelli.

In questa verticale troviamo Ellen (@ellen.explores), olandese, ex ginnasta di aerobica, apneista e insegnante di immersione e vera e propria viaggiatrice  (potete seguirla anche sul suo blog). Neanche a dirlo, Ellen, non disdegna il mondo a testa in giù! Ringrazio Ellen per avermi fatto utilizzare le sue foto.

Thanks a lot Ellen to allowed me to use your travel handstand pictures!