Archivio mensile:settembre 2019

Ad Olbia

Demartis Cristiana, Geovillage Olbia, sardegna

Cristiana Demartis, Geovillage, Olbia, Sassari

Olbia è un comune di circa 60 mila abitanti in provincia di Sassari, in Sardegna. Si affaccia sull’omonimo golfo e la sua costa è ricca di insediamenti turistici molto frequentati  e con infrastrutture di eccellenza come Porto Rotondo o Portisco, ovvero il meglio della Costa Smeralda.

Si tratta di terre abitate fin dal Neolitico (4000-3500 A.C.) e che, anche a causa della posizione riparata del suo golfo, è sempre stato luogo ambito e conteso.

Il Geovillage Sport & Wellness Resort di Olbia (situato a poca distanza dal centro cittadino), tra Porto Rotondo e Porto Cervo,  è una delle strutture molto conosciute che attraggano chi dal soggiorno, oltre alle magnifiche spiagge, al sole e alla tintarella, chiede qualcosa in più: le vacanze attive. Centro benessere, fitness center, campi da tennis, piscine, ristoranti su cui personalizzare l’alimentazione e molto altro.

In questa plastica ed elegante verticale appoggiata troviamo Cristiana Demartis (@crifitnesscoach), cagliaritana, laureata in Scienze Motorie, allenatrice ad anima della Palestra Relax Fitness di Cagliari, una società che lavora sulla ginnastica finalizzata alla salute. Grazie Cristiana!

A Punta Mosquito

Tanja321, Punta Mosquito, Holbox

Tanja Ninic, Punta Mosquito, Holbox, Messico

Holbox è un’isola del Messico davanti alla costa dello Yucatan, nello stato di Quintana Roo. Si tratta di un’isola di 56 chilometri quadrati, dove vivono poco più di 1000 abitanti. E’ separata dalla costa da circa 10 chilometri di lagune dove vivono fenicotteri e pellicani.

E’ un isola, lunga 40 chilometri e larga solo 2,  di spiagge di sabbia bianca e foreste, abitata da gente “easy”, con strade non asfaltate (frequentate solo da golf car, qui chiamate carrito), dove si gira in bicicletta o in kayak. Per ora è ancora preservata da speculazioni edilizia e dal turismo di massa… ma.. er ora resta un piccolo paradiso.

A tre chilometri dall’unico centro abitato dell’isola (un piccolo villaggio di pescatori), si trova la spiaggia di Punta Mosquito (si raggiunge anche a piedi), una riserva abitata da molte specie di uccelli. Poco più in là l’isola offre la possibilità di nuotare a fianco di squali balena, un’esperienza che non si potrà più dimenticare.

In questa perfetta verticale ritroviamo Tanja Ninic (@tanja321), atleta calistenica dalle straordinarie capacità fisiche, che seppur di base a Barcellona, è una grande viaggiatrice oltre che una coach di verticalismo e flessibilità corporea. Ringrazio Tanja che mi ha autorizzato ad usare le sue foto!

Thanks a lot Tanja to allowed me to use your very nice handstands pictures!

Vernal Fall

Depol Ivon, Vernal fall (vedi chi invia)

“De Pol Ivon”, Vernal Fall, California, Stati Uniti

Le cascate Vernal sono un salto di 96,6 metri sul fiume Merced, a circa 1000 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale Yosemite in California negli Stati Uniti. Il fiume Merced è lungo 233 chilometri ed è un affluente del San Joaquin. Prima delle cascate del Vernal, il fiume compie un salto ancora più grande alle cascate Nevada (circa 180 metri).

La quantità di acqua del fiume varia a seconda delle stagioni e la cascata più diversi in più piccoli corsi. La cascata era conosciuta come Yan-o-pah (piccola nuvola) prima che a metà del 1800 fosse rinominata “Vernal”.

L’escursione alla cascata (circa 2 ore di cammino) è facile e adatto anche alle famiglie (vi sono solo 300 metri di dislivello), lungo il sentiero Mist Trail (uno dei sentieri escursionistici più famosi d’America), dove il panorama è a dir poco meraviglioso.

Il bagno alle cascate è proibito (oltre che pericoloso per la friabilità e scivolosità della roccia) e non sono stati pochi gli incidenti che sono occorsi negli anni.

Il Parco Nazionale Yosemite, situato nella catena montuosa della Sierra Nevada, copre un’area complessiva di 3.029 chilometri quadrati ed è stato istituito nel 1890 (nel 1984 è stato inserito tra i siti patrimonio dell’Umanità UNESCO). E’ uno dei parchi più visitati degli Stati Uniti (oltre 5 milioni di visitatori) e nonostante tutto ancora l’89% della sua superficie è considerata “selvaggia”.

In questa bella foto sotto la cascata troviamo “Ivon De Pol” (@ivon.depol) -fotografa e viaggiatrice, la cui foto mi è stata inviata da Marco Capoti (@marco_capoti) che ringrazio. Grazie a voi per aver contribuito a questo progetto!

 

Sul Picco di Circe

Francesc Talocc, Punta Circe.png

Francesco Talocco, Picco di Circe, Mponte Circeo, Latina

Il Monte Circeo (o meglio conosciuto come Promontorio del Circeo) si affaccia con i suoi 541 metri sul Mar Tirreno, nell’estremo meridionale della provincia di Latina. E’ posto all’interno di una delle più antiche aree protette italiane, il Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934 su di una superficie di 8440 ettari (senza contare la parte marina). Lo scopo del Parco era quello di preservare le costiera litoranea delle Paludi Pontine (che furono bonificate) e di tutelare le zone umide rimaste. Dal 1997 l’area è anche Riserva della Biosfera UNESCO.

Secondo la leggenda proprio in questi luoghi giunse Ulisse con la sua nave e lì incontrò la Maga Circe che ammaliò con le sue arti magiche. Oggi sulle pendici del monte si possono trovare resti di un acropoli e di mura.

Dal Picco di Circe, il punto più alto del monte raggiungibile da tre diversi sentieri, la vista è straordinaria. Su di un lato (quello della foto) la spiaggia di Torre Paola a Sabaudia con le dune che separano il mare dai laghi interni, su lato opposto il Golfo di Gaeta e difronte le Isole Pontine. Insomma uno di quei luoghi dove la fatica dell’ascesa viene ampiamente ricompesata dalla meraviglia paesaggistica.

Ecco un sito che vi aiuta con tutte le informazioni per un trekking al picco di Circe

In questa bellissima foto con una altrettanto bella e potente verticale troviamo  Francesco Talocco (@francesc_talocc), atleta calistenico di Latina, che ringrazio per questa bella immagine che si ha inviato.

Grazie Francesco!

 

Al Campitello Matese

De Benedictisi Nicola, Campiello Matese

De Benedictis Nicola, Campitello Matese, Campobasso, Molise

Campitello Matese è una frazione del comune di San Massimo in provincia di Campobasso. Si tratta di una località, situata a 1450 metri di altitudine, che a partire dagli anni ’70 dello scorso secolo è diventato un centro per gli sport invernali. E’ un pianoro collocato sul Massiccio del Matese (la cui cima più alta è il monte Miletto a 2050 metri, in provincia di Isernia), un gruppo montuoso dell’Appennino Sannita,  a scavalco tra la Campania e il Molise e diviso tra quattro province.

Siamo all’interno del Parco Regionale del Matese.

Oggi Campitello Matese, con i suoi 40 chilomtri di piste, 4 segguiovie e 2 sciovie, è una delle più apprezzate stazioni sciistiche del centro-sud. Al tempo stesso è anche una stazione turistica estiva grazie al suo paesaggio boschivo, con laghi, grotte e caverne e al clima che mitiga le calure costiere. Luogo ideale per passeggiate a piedi, in bicicletta e a cavallo.

Il Matese offre poi una serie di percorsi culturali, naturalistici e culinari che ne fanno una località piacevole da scoprire e su cui spendere qualche giorno di vacanza.

In questa verticale sul pianoro troviamo Nicola De Benedictis, barese, docente di educazione fisica e tecnico federale di ginnastica artistica, che ringrazio per avermi inviato questa foto! Grazie Nicola!

Sotto al kebab

Lifehandstandmotion, The Vessel

Margherita, The Vessel, Manhattan, Stati Uniti

Manhattan è una delle cinque divisioni amministrative di New York e anche la più popolata. Costruita sull’omonima isola (ed alcune isole minore adiacenti) è il centro economico degli Stati Uniti.

Al suo interno e precisamente all’interno del progetto di riqualificazione di Hudson Yards si trova questo curioso edificio chiamato The Vessel. Si tratta di una struttura a nido d’ape, inaugurata il 15 marzo 2019, alta 46 metri e con 16 piani. Progettato dall’architetto britannico Thomas Heatherwick è un edificio in cemento armato rivestito in acciaio al bronzo, con oltre 80 terrazze panoramiche incastrate tra 154 rampe di scala e 2500 gradini, che sembrano intrecciarsi come vasi sanguigni. Costruita in poco meno di due anni, il costo dell’opera è stato di 150 milioni di dollari e una buona parte dei pezzi sono stati costruiti in Italia, a Monfalcone.

Già qualcuno la considera una “piccola torre Eiffel”, anche per la sua funzione di torre di attrazione o di “scalinata di New York”. Sebbene i proprietari non abbiamo ancora scelto un nome, la rete ha già soprannominato l’edificio “The Shawarma” (il kebab)!

In questa verticale ritroviamo “una collaboratrice fissa” di Verticali dal Mondo, la romana Margherita (@lifeinhandmotion) che contribuisce sempre con interessanti immagini (frutto della sua passione che dal 2006 la porta a ritrosi in verticale nei suoi viaggi)  alla crescita di questo progetto.

Grazie Margherita!

Nel parco Reale

Flavia04b, St.James Park, Londra

Flavia, St.James Park, Londra

Tra i tanti spazi aperti (parchi) di Londra, vi sono anche 9 parchi Reali, ovvero delle antiche riserve di caccia della famiglia reale che sono state aperte al pubblico. Quattro sono nel West End, una nel Nord e quattro in periferia. Il più antico dei parchi Reali è il St. James Park (inserito nel registro dei Parchi e Giardini storici britannici). Situato nella city di Westminster, a due passi da Buckingham Palace,  si estende per 23 ettari e al suo interno vi è un lago con due piccole isole. L’area – originariamente una palude – fu acquistata nel 1532 da Enrico VIII dal Cardinale Wolsey allo scopo di bonificare, e rendere decorosa, un’area vicino alla sua residenza. Fu poi Giacomo I nel 1603 a introdurre nell’area gli animali (cammelli, coccodrilli, un elefante e uccelli esotici in grandi voliere). Mentre alla fine del 1600 furono donati dall’ambasciatore russo una colonia di pellicani che ancora oggi risiede nel parco.

Riammodernato in “stile francese” da Carlo II, fu aperto al pubblico e presto divenne il luogo di incontri amorevoli clandestini, tale da essere additato come luogo di degrado. L’ultimo rifacimento del parco risale al 1827, affidato all’architetto di esterni John Nash. L’apertura definitiva al pubblico avvenne nel 1887.

Oggi è un luogo piacevole dove trascorre rilassanti ore sia per i londinesi che per i turisti.

Ecco la sezione del St. James Park nel sito ufficiale dei Parchi Reali

In questa verticale troviamo Flavia (@_flavia04b), giovane ginnasta del’artistica di Palermo, che ringrazio per questa bella foto. Grazie Flavia!