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Heide Park, per divertirsi

Jenny, Heide Park Soltau

Jenny, Heide Park, Soltau, Germania

Heide Park è un parco divertimenti della Germania situato nella bassa Sassonia, nei pressi di Soltau. Con i suoi 850 mila metri quadrati e oltre 40 attrazioni è il quarto parco giochi della Germania.

Il parco fu inaugurato il 19 agosto 1978 con solo 6 attrazioni. Il costruttore, Hans-Jurgen Tiemann, usò un’area dove esisteva una cappella del 1350 e uno zoo che fu devastato nel 1972 da un grande fortunale. Tiemann mantenne l’impegno di conservare la cappella e gli animali nati nel parco.

Dal 1979 al 2008 il parco ha anche avuto un delfinario che è stato poi chiuso per le proteste delle associazioni animaliste. Le attrazioni, alcune come la Wooden Coaster, inaugurata nel 2001, lunga 1344 metri è in grado di raggiungere la velocità di 120 chilometri orari. Insomma divertimenti solo per cuori forti!

Nel 2007 è stato aperto anche l’Heidi Park Resort capace di ospitare fino a 150 famiglie (nelle vicinanze c’è anche un Camp con 81 bungalows di legno). Il parco che ha raggiunto e superato anche i due milioni di visitatori l’anno si è attestato oggi attorno al milione e mezzo di presenze.

Ecco il sito ufficiale del Parco.

In questa verticale ritroviamo Jenny (@jenny_hnrt), tedesca, atleta aerial e amante delle verticali. Che ringrazio.

Thanks Jenny for your beautiful handstands picture and also thanks to allowed me to talk about Heide Park.

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Le colonne di Buren

auer camille, colonnes de buren

Camille Auer, Palais Royal, Parigi

Le colonne di Buren (Les Deux Plateaux) sono delle controverse installazioni artistiche nel Palazzo Reale (Palais-Royal) di Parigi. Si tratta si un’opera di alto impatto visivo composta da 260 colonne di forma ottagonale a strisce bianche e nere, di altezze diverse, che si contrappone alle colonne classiche del Palazzo. Questo contrasto non ha trovato apprezzamento unanime da parte dei francesi.

La colonne sono poi immerse in acqua sotto le griglie di scolo e hanno effetti di luce che ha creato nel passato qualche pèroblema di manutenzione.

Il Palais-Royal è stato costruito, tra il 1624 e il 1636, per volere del Cardinale Richelieu come residenza personale. Nel 1642, alla morte di Richelieu, il palazzò fu eriditato dal re Luigi XIII. Il palazzo fu poi al centro della vita politica e culturale francese come sede della famiglia reale e come luogo di ebventi importanti come avvenne durante la Rivoluzione Francese.

Oggi il Palazzo è sede dela Consiglio di Stato (il consulente del governo in materia giuridica e amministrativa)  e del Consiglio Costituzionale (che ha la funzione di controllo di legittimità costituzionale).

Daniel Buren è un pittore e scultore francese, nato nel 1938,  che a partire dagli anni 80′ ha abbandonato la pittura a favore di installazioni architettoniche permanenti.

In questa bella verticale acrobatica troviamo Camille Auer (@camisthenix), atleta francese e coach di verticali, che ringrazio per aver permesso di utilizzare le sue foto.

Thanks Camille to allowed us to use your beautiful picture.

Al Palazzo d’Inverno

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Kyle Cragle, San Pietroburgo, Russia

San Pietroburgo, con oltre 5 milioni di abitanti, è a seconda città della Russia. La città fu ufficialmente fondata dallo zar Pietro il Grande sul delta del fiume Neva, nel punto in cui il fiume si getta nella omonima baia. La posizione geografica nella baia, hanno fatto di San Pietroburgo anche il più grande porto della Russia.

La fondazione ufficiale è considerata il 27 maggio 1703 quando iniziarono gli scavi della fortezza dei Santi Pietro e Paolo nell’isola di Lepri, posta proprio al centro del fiume Neva. Nella zona, a dire il vero, si trovavano già delle fortezze costruite dagli svedesi.

La città dal 1914 al 1924 assunse il nome di Pietrogrado e dal 26 gennaio 1924 (cinque giorni dopo la morte di Lenin) al 6 settembre 1991 fu chiamata Leningrado.

Il Palazzo d’Inverno, sulla sfondo della verticale, fu costruito tra il 1730 e il 1837 su di un progetto dell’italiano Bartolomeo Rastrelli come residenza ufficiale degli Zar, dal 1732 al 1917. Nel 1917 ebbe luogo l’assalto al Palazzo d’Inverno, che si svolse tra il 7 e l’8 novembre 1917, ovvero durante la rivoluzione d’ottobre (secondo il calendario Giuliano, utilizzato all’epoca in Russia, si trattava del 23-24 ottobre). Nel palazzo non vi era però lo Zar (che era stato deposto 8 mesi prima) ma il governo provvisorio formato dai leader rivoluzionari più moderati e liberali, che furono deposti.

In questa bella verticale ad una mano troviamo Kyle Cragle (@kylecraglecircus), americano e straordinario artista di circo che ringrazio per aver messo a disposizione le sue immagini.

Thanks Kyle to allowed me to use your beautiful handstands picture. We will follow your very nice circus activity!

Nella nuova armonia

Larsen, New Harmony, Utah

Heather Larsen, New Harmony, Utah, Stati Uniti

New Harmony è una piccolissima “città” (poco più di 200 abitanti) dello stato Utah negli Stati Uniti.

Era nata perché vicino ad una miniera di ferro a metà del 1800 (dove fu anche costruita una fonderia) per poi essere abbandonata e rifondata, pochi anni dopo, da coloro che fuggirono Fort Harmony dopo la grande alluvione del 1862. Quell’anno, tra dicembre 1861 e gennaio 1862, la pioggia fece esondare i fiumi in Oregon, Nevada e California prima e successivamente nello Utah, Arizona e New Mexico.

L’impatto sul territorio fu importante, con devastazioni ovunque. Fort Harmony ebbe degli importanti danni alle mure che furono abbattute e costrinsero l’intera popolazione a spostarsi nella cittadina della miniera che era stata abbandonata.

Si trova nell’area del bacino del fiume Colorado e per questo è un luogo di partenza per le visite dei magnifici canyon scavati dall’acqua e dal vento nei millenni.

In questa foto ritroviamo Heather Larsen (@slacklarsen), atleta dell’equilibrio, si muove normalmente su di un filo a grandi altezze, per questa volta invece è bene ancorata al terreno con una perfetta verticale!

Thanks again Heather for your very beautiful pictures.

 

 

 

Bollate, con un ricordo

viola, bollate(mi)

Viola, Bollate, Milano

Bollate è un comune dell’area Metropolitana di Milano con quasi 40 mila abitanti. Dista circa 12 chilometri dal centro di Milano ed è integrato in quello che comunemente è noto come l’hinterland milanese.

Sul nome Bollate vi sono due diverse interpretazioni: una derivazione dal celtico (di cui sono stati ritrovati i primi insediamenti a partire dal V secolo A.C.) beola ovvero betulla (albero molto presente nel territorio) e l’altra dal latino bula ovvero pozza d’acqua (risorgive presenti nel territorio).

Come molti dei centri vicini alle grandi città, originariamente si trattava di una sorta di luogo di villeggiatura (la campagna) o di residenza che lentamente è stato inglobato nella stessa città.

Bollate però ha anche una tristissima storia che in genere è poco ricordata.

In una sua frazione, Castellazzo di Bollate, il 7 giugno 1918 accadde uno dei più gravi incidenti industriali italiani. Alla fabbrica di munizioni della Sutter & Thevenot, dove lavoravano quasi 1500 operai (la maggior parte donne, poiché gli uomini erano tutti in guerra), vi fu una grande esplosione. Il bilancio fu drammatico, 59 morti e 300 feriti, quasi tutte donne. Tutte intorno ai 20 anni (la più piccola aveva 15 anni). Un evento che sconvolse l’intero abitato già duramente provato dalla guerra. Tra i soccorritori volontari quel giorno vi era anche un giovane Ernest Hemingway che successivamente volle ricordare questo episodio con il racconto Una storia naturale dei morti pubblicato nella raccolta i 49 racconti.

In questa divertente verticale acrobatica, sull’auto prima della rottamazione, troviamo Viola, giovane ginnasta milanese, che ringrazio, assieme alla mamma Stefania per la foto e per il fatto che seguono Verticali dal Mondo. Grazie!

 

Uluwatu

Kingsley Leah, Uluwatu, Bali, Indonesia

Kingsley Leah, Uluwatu, Bali, Indonesia

Uluwatu è una spiaggia nel sud di Bali (Indonesia), situata nella penisola di Bukit. Il nome Uluwatu significa letteralmente “lands end rock”, terra che finisce con la roccia! Si tratta di un luogo frequentato per le sue spiagge, incastrate, spesso con discesa a gradini, tra rocce a picco sul mare o su piccole insenature come Padang Padang (ritenuta tra le più belle spiagge di Bali),  per il surf (ma attenzione, solo per esperti) e per il misticismo.

Infatti a pochi chilometri dal regno dei surfisti (che arrivano in quest’area dagli anni ’70) vi è il Pura Luhur Ulu Watu, uno dei templi induisti più importanti di Bali, dedicato al dio Rudra (nei Veda indicato come il Deva della tempesta, della caccia, della morte, della natura e del vento).

Il tempio si trova proprio sul picco di una scogliera rocciosa (oltre 70 metri). Si tratta di un edificio sorto nel XI secolo e ristrutturato nel XVI secolo.

In questa splendida ed elegante verticale ritroviamo Kingsley Leah (@leahkingsley), coach di ginnastica, verticali e fitness, con straordinarie capacità atletiche, che ringrazio per questa bella immagine.

Thanks Leah!

Nel villaggio della gente dolce

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Scarpa Marco, Watamu, Kenya

Watamu è un villaggio di poco meno di 2000 abitanti del Kenya, posto sul mare, a 15 chilometri da Malindi, che è diventato un importante luogo turistico internazionale. In lingua swahili Watamu significa letteralmente “gente dolce”.

Watamu è parte integrante della Riserva di Malindi e Watamu, un piccolo paradiso dominato da spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina. In quest’area l’escursione della maree è molto ampia e in poche ore centinaia di metri di fondali si trovano all’asciutto.

Watamu è abitata soprattuto dal popolo Bajuni, un’etnia che si trova sulla costa che dalla Somalia arriva al Kenya, abili costruttori di barche, navigatori,  pescatori e appunto “gente dolce”. Negli ultimi decenni le località marittime kenyote della costa sull’Oceano Indiano (Malindi in testa, poi Diani e infine Watamu) sono diventate meta di turismo soprattutto italiano e inglese.

Da Watamu è possibile recarsi nel vicino parco di Tsavo Est (popolato anche da elefanti) o le rovine di Gede, con le sue scimmie, o i canyon di Hell’s Kitchen. Insomma Watamu è sicuramente meta ideale per gli amanti del mare ma, è possibile, con semplici escursioni, immergersi maggiormente nella vera Africa.

In questa verticale troviamo Marco Scarpa, viaggiatore veneziano, che ama le verticali e che ringrazio per la bella immagine. Ringrazio l’amica Valentina per aver condiviso questa foto!