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La spiaggia azzurra

Oro Dalo, Varadero, Cuba

Oro D’Alò, Varadero, Cuba

Di Varadero, conosciutissima città balneare  nella provincia Matanzas di Cuba, abbiamo già parlato. Cuba è in grande trasformazione negli ultimi anni, i cubani spesso dicevano che Varadero “no es Cuba, son los Estados Unidos!“, non certo il miglior biglietto da visita per la nota spiaggia. Ad essere sinceri sembra di essere più in California che a Cuba.

Il suo sviluppo turistico inizia negli anni ’20 quando le famiglie benestanti cubane (e americane) la eleggono come luogo di villeggiatura.

Certo i 22 chilometri di spiaggia con sabbia bianca fine, una vegetazione esuberante e un mare di una bellezza e trasparenza imbarazzante non possono che essere amati. La Playa Azul, come viene che chiamata, è ritenuta una delle più belle spiagge al mondo!

In questa verticale, certo “non impeccabile” (concediamo il beneficio delle notti brave cubane!) troviamo Oro D’Alò (@oro.dalo), atleta, viaggiatore e amante delle verticali, che ringrazio per avermi inviato questa foto!

 

 

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La regina del Plata

Anita (huerf_amit4), Buenos Aires, Argentina

Anita Janus, Buenos Aires, Argentina

Buenos Aires è la capitale dell’Argentina. E’ una città di oltre 3 milioni di abitanti e uno dei maggiori centri culturali, finanziari e politici del sud-america. Sorge sul Rio de la Plata (che è l’estuario a forma di imbuto formato dai fiumi Uruguay e Paranà) e fu fondata nel 1536 dallo spagnolo Pedro de Mendoza con il nome Ciudad del Espiritu Santo y Puerto Santa Maria del Buon Ayre.

Durante il 1600 la città – che stentò a decollare perché tagliata fuori dalle rotte commerciali – fu oggetto di attacchi inglesi, francesi, portoghesi e danesi più di carattere piratesco. Solo nel 1700 la città acquistò prestigio.

La grande trasformazione della Regina de la Plata o la Parigi del Sud America, come viene anche chiamata Buenos Aries, avviene nel novecento quando prevale la sua vocazione culturale ed economica. Oggi è una città divisa in 48 barrios (quartieri), alcuni di recente formazione, con una vivacità ed esuberanza, più europea che sudamericana, che si sviluppa in ogni suo angolo.

Puerto Madero, dove è stata scattata questa foto, è uno dei quartieri di Buenos Aires. Si tratta di un barrio che prende il nome dal commerciante Eduardo Madero che sviluppo dei progetti per il porto alla fine del 1800. La costruzione  di questo waterfront avvenne poi all’inizio del 1900 (1900-1905). E’ il luogo che rappresenta l’ultima fase dello sviluppo architettonico della capitale argentina infatti, tra l’altro, ospita il Puente de la Mujer, progettato dall’architetto Santiago Calatrava e costruito tra il 1998 e il 2001.

In questa verticale troviamo Anita Janus (@huerf_anit4), giovane ginnasta, artista e acrobata argentina, proprio di Buenos Aires, naturalmente con un amore per le verticali. Ringrazio Anita per avermi inviato questa foto!

Thanks Anita for this handstands picture that allowed me to talk about your city! Thanks!

 

 

 

 

Nella valle dello Zambesi

Holly, Zambesi valley, Zimbabwe

Holly Elcombe, Zambesi Valley, Zimbabwe

Lo Zambesi (o Zambezi) è il quarto fiume più lungo dell’Africa. Percorre 2574 (secondo altre misurazioni 2700) chilometri nascendo nello Zambia, attraversando l’Angola, poi in Zimbabwe e infine in Mozambico dove sfocia nell’Oceano Indiano.

Il tratto del fiume che segna i confine tra lo Zimbabwe e lo Zambia (per capirci oltre le cascate Vittoria) va sotto il nome di Zambesi Valley, un’ampio territorio che si sviluppa ai lati del grande fiume e del suo bacino e che si presenta come un’area di enorme biodiversità. Foreste pluviali, isole, colline, laghi, canyon, depositi alluvionali e naturalmente ogni sorta di vita nel fiume, in terra e in aria. Elefanti, Ippopotami, Bufali, Leoni, Leopardi (ovvero tutti i “big five”, i grandi mammiferi africani) e antilopi oltre 350 specie di uccelli. Insomma un luogo ideale dove osservare il meglio della natura.

Il fiume Zambesi è poco profondo ma immensamente vasto. Nel suo bacino oltre alle favolose cascate Vittoria e le meno note cascate Ngonye, si trova il lago Kariba (formatosi dopo la costruzione della diga omonima nel 1959), uno dei laghi artificiali più grandi del mondo.

Non sono in grado di geolocalizzare con maggiore precisione questa foto, ma la sua bellezza compensa una certa approssimazione!

Il questa bellissima verticale troviamo Holly Elcombe (@holly_elcombe), australiana che vive in Zimbabwe, pole dancer e amante degli animali che ringrazio per avermi fatto usare le sue belle foto.

Thanks Holly for making me use your very nice pictures that allowed me to talk about one the beautiful place of our World!

 

A Cala Cartoe

Fancello Daniela, Cartoe

Daniela Fancello, Cala Cartoe, Nuoro, Sardegna

Cala Cartoe è una spiaggia del golfo di Orosei, non lontana da Cala Gonone (circa a 10 chilometri) e da Dorgali, in provincia di Nuoro in Sardegna. E’ una piccola caletta, raggiungibile attraverso una strada tortuosa (9 chilometri, in parte in sterrato). La spiaggia, in sabbia fine e poco attrezzata (un furgoncino per i gelati e un piccolo servizio ombrelloni) offre un mare riparato e cristallino.

La spiaggia di Cala Cartoe è stata, suo malgrado,  il set di uno dei maggiori flop cinematografici degli ultimi decenni. Nel 2002 infatti il regista Guy Ritchie diresse il remake di uno straordinario film girato nel 1974 da Lina Wertmuller, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini. Il remake, intitolato semplicemente Travolti dal destino vede come protagonista femminile Madonna e come protagonista maschile Adriano Giannini, figlio di Giancarlo. Il film fu un colossal flop, a fronte di 10 milioni di dollari di spese di produzione ai botteghini non arrivò ad incassare un milione!

Naturalmente la magnifica località della Sardegna non aveva nessuna colpa!

In questa verticale in spaccata troviamo Daniela Fancello (@daniela.fancello) ginnasta dell’aerobica di Dorgali, studentessa di biotecnologie a Ferrara e naturalmente amante delle verticali! Ringrazio Daniela per il suo contributo a Verticali dal Mondo!!

Grazie Daniela!

Heidelberg, la romantica

Jasmin Jai, Heidelberg, Germania

Jasmin Jai, Heidelberg, Germania

Heidelberg è una città di oltre 160 mila abitanti (di cui 30 mila studenti) nello stato di Baden-Wurttemberg in Germania. E’ collocata nel bassopiano dell’Alto Reno sulle sponde (in particolare quella sinistra) del fiume Neckar (o Nicero), affluente di destra del Reno. E’ circondanta da colline verdi.

Si tratta di un importannte centro industriale e di un polo universitario di grande prestigio (ospita la più antica Università della Germania, fondata da Roberto I nel 1386).

La città fu ufficialmente  fondata nel XII secolo sebbene fin dal 500 A.C. i Celti avevano nell’area un insediamento di una certa importanza. Fu poi conquistata dai romani che vi restarono fino al III secolo dopo Cristo. Fu poi terra dei Franchi, e quando nel XII secolo si parla di Heidelberg in documenti ufficiali, si accenna già ad un villaggio vivo. Con la costruzione delle mura e successivamente del Castello (secolo XIII) la città si sviluppa nel senso moderno del termine.

Vi fu poi, durante il Rinascimento, una nuova fase di crescita che portò la città ad arricchirsi di nuovi edifici che ne hanno conferito quell’aspetto di città romantica che ancora oggi la caratterizzano e la fanno città turistica. La Markplatz, la piazza della città vecchia, è oggi il centro pulsante e il cuore culturale di Heidelberg.

In questa non facile verticale troviamo Jasmin Jai (@jasmin.jai.handbalance), contorsionista e handbalancer che vive a Francoforte in Germania, che ringrazio per aver acconsentito di usare le sue foto.

Thanks Jasmin to allowed me to use your very nice (and difficult!) handstands pictures!

 

A La Valletta

Verticaliognidove, Valletta, Malta

Aurora Perino, La Valletta, Malta

La Valletta è la capitale di Malta che con meno di 7000 abitanti è forse la capitale meno popolata del mondo! La città fu fondata nel 1566 dai Cavalieri Opitalieri (oggi chiamati Cavalieri di Malta) che le diedero il nome del lo gran maestro, Jean de la Valette.

La città fu costruita strategicamente su di una penisola rocciosa (penisola dello Sciberras, che prima era una sorta di deserto) tra due ampie insenature diventati i porti della città.

Nel 1980 la città è stata dichiarata sito Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per il suo valore storico-architettonico.

All’interno dei giardini pubblici, gli Upper Barrakka Gardens, situati nella parte più alta del bastione di San Pietro e Paolo, così da permettere, nella grande terrazza ad archi,  una magnifica vista sul porto, si trova questa targa dedicata al Premio Nobel per la Fisica Albert Einstein (tra le colonne si trovano altri omaggi a uomini ed episodi che hanno inciso sulla storia nel mondo oltre ad opere d’arte scultoree).

I giardini furono creati, come aree private, a partire dal 1660 dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni. Solo a partire dal 1824, dopo l’occupazione francese di Malta, il complesso fu aperto al pubblico.

In questa verticale ritroviamo Aurora Perino (@aurotra_perino), torni, allenatrice di ginnastica presso la Polisportiva River, ma, soprattutto amante delle verticali. Gestisce anche una pagina Instagram chiamata proprio Verticale ogni dove (verticale_ogni_dove), in perfetta sintonia con gli obiettivi di Verticali dal Mondo. Grazie Aurora!

Nella gola di Loch Ard

Carolyn Rockwell, Loch Ard Gorge

Carolyn, Loch Ard Gorge, Victoria, Australia

Loch Ard Gorge è una località (o una gola, come la traduzione letterale vorrebbe) all’interno del Port Campbell National Park nello stato di Victoria in Australia. Si tratta di un’insenatura dal profilo particolare (una stretta apertura consente di entrare in una stretta baia, con pareti a picco sul mare,  con due spiagge di sabbia) chiamata in questo modo in memoria del veliero Loch And che naufragò nella vicina isola di Muttonbird il 1 giugno 1878. Dei 54 membri dell’equipaggio solo due si salvarono: Tom Paerce di 15 anni e Eva Carmichael, di 17.

Alla gola si può giungere naturalmente via mare (sebbene ricordiamolo, la costa è chiamata tristemente “dei naufragi”) o percorrendo uno delle più belle strade panoramiche del mondo, la Great Ocean Road, che segue per 243 chilometri la costa sud-orientale dell’Australia. La strada fu costruita a partire dal 1919 dai militari australiani che la scavarono a mano. Ci vollero 13 anni per permettere alla strada di insinuarsi tra le scogliere seghettate e natura incontaminata. La strada passa per il Port Campbell National Park, per i 12 Apostoli (faraglioni che si ergono dal mare a causa dell’erosine, le cascate di Erskine e per la Gola di Loch And.

In questa verticale in spiaggia ritroviamo Carolyn (carolyn_rockwell), allenatrice americana di nascita e neozelandese di vita, personal trainer e coach di yoga, viaggiatrice e naturalmente amante delle verticali.

Thanks Carolyn to allowed me to use your very nice handstands picture that allowed me to talk about this unbelievable place of our World!