A picco sul mare

Solfure, Hornelen

Ingebord Sol Fure, Hornelen, Norvegia

Hornelen è una montagna situata nell’isola di Bremangerlandet, nella municipalità di Bremanger nella contea di Son og Fjordane, in Norvegia. Con i suoi 860 metri è considerata la scogliera a picco sul mare più alta d’Europa. In effetti, come è visibile da questa bellissima immagine, è impressionante.

Per scalare la montagna – luogo intriso di racconti mistici di streghe e re – ci vogliono circa 7-8 ore (di cui 4-5 per salire) con partenza da Hunskar o circa 8-10 ore con partenza da Berleneset. Si tratta di un’escursione impegnativa (non da alpinisti). Ma, a dire di chi vi è stato, la fatica viene ampiamente ricompensata dalla spettacolarità del luogo.

Ecco un sito per visitare questi magnifici luoghi o un racconto dell’escursione.

L’isola di Bremangerlandet ha un’area di 153 chilometri quadrati è abitata da meno di 500 persone. Nonostante la montagna più alta sia lo Svartevassegga (889 mestri) è la scogliera di Hornelen ad essere conosciuta e ad attirare turisti amanti del trekking.

In questa magnifica verticale troviamo Ingebord Sol Fure (@solfure), atleta norvegese, scalatrice, guida, acrobata, ballerina e handbalist di grandi capacità fisiche, che solo dopo i 30 ha iniziato ad allenarsi con grande intensità. Viaggiatrice, scrittrice e amante delle verticali, che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto.

Potete seguire le sue attività, vedere le date sei suoi corsi nel sito-blog Solfure

Thanks a lot Ingelbord to low me to use your very beautiful handstands pictures. Some are really impressive.

 

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Nel Parco Nord Milano

Merlin Asia, Parco Nord MIlano

Asia Merlin, Parco Nord Milano, Lombardia

Il Parco Nord Milano è un parco urbano (più precisamente peri-urbano) di 640 ettari (di cui 350 a verde boschivo) situato nella periferia nord di Milano, in una zona di grande urbanizzazione. La sua area si trova a scavalco tra più comuni (oltre Milano, Bresso, Cusano, Cormano, Cinisello Balsamo, Novate e Sesto San Giovanni), che hanno anche la gestione del Parco in un consorzio. Si tratta di una grande opera di recupero (strappata alle edificazioni), effettuata negli anni ’60, su di un’area abbandonata nel dopo guerra e dove esisteva la Breda Aeronautica.

Sebbene riconosciuto nel 1975 come parco regionale, solo a partire dal 1983 furono avviate opere di riforestazione.

Dal 2011 si è intervenuti anche sul sistema idrico del Parco, con la costruzione di un canale (legato al Canale Villoresi, costruito nel 1890) e di un laghetto, costruito nel 2015 (Lago di Niguarda) di circa 1000 metri quadrati (480 metri per 60 metri, profondo circa 4 metri) che ha favorito lo stanziamento di specie avicole.

Ecco il sito ufficiale del Parco Nord Milano.

In questa verticale troviamo la giovanissima Asia Merlin (@asia_merlin_07), appassionata ginnasta (si allea alla Ginnastica Artistica ASG Sport), che ringrazio per avermi invito questa foto che ci ha dato occasione di parlare di questo parco.

Grazie Asia!

La metro di Napoli

MariaVittoria (Stazione Toledo, Napoli)

Maria Vittoria, Stazione Metro Toledo, Napoli

Le metropolitane. nel mondo, sono una grande invenzione! Spostarsi in città, cresciute a dismisura e trafficate spaventosamente, sfruttando il sottosuolo permette di vivere meglio. Certo le stazioni di arrivo e partenza sotterranee difficilmente possono essere belle. Invece, ovunque si è provato ad abbellire luoghi altrimenti anonimi e spesso tetri. La fermata della metro della linea 1 di Napoli, Toledo, è stata definita dal The Daily Telegraph la più bella stazione della metropolita d’Europa.

Situata nel quartiere San Giuseppe (serve sia il rione carità che i Quartieri Spagnoli) è stata inaugurata nel 2012 e progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets.

La stazione, il cui arredo viene curato fin dall’esterno, dove è stato pedonalizzato un tratta di via Diaz (quello che porta da via Toledo a via Oberdan) e uno di Via Toledo, è dominato dai colori ocra e blu. Vede protagonista l’artista sudafricano William Kentridge che oltre a costruire la statua equestre in via Diaz (il cavaliere di Toledo) è l’autore anche di due grandi mosaici interni (realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri) raffiguranti la storia e la cultura di Napoli, attraverso 16 figure ( più il Vesuvio). Tra le figure San Gennaro, l’uomo compasso da carteggio (visibile in questa foto), la figura di donna da ceramica di Capodimonte, il Venditore di tammorre e l’uomo con i cimbali di Pompei.

Un motivo in più per prendere la metro a Napoli!

In questa verticale alla stazione metro di Toledo troviamo Mariavittoria (@xm4rvi__), giovane ginnasta e sognatrice (come lei si definisce), napoletana, che ringrazio per avermi inviato questa bella immagine! Grazie MariaVittoria!

La Cupola nella Roccia

LucaDipa97, Moschea di Omar, Israele

Luca Di Pasquale, Cupola nella Roccia, Gerusalemme Est

La Cupola della Roccia ( a volte, impropriamente chiamata la Moschea della Roccia o la Moschea di Omar) è un santuario islamico, edificato tra il 687 e il 691 nell’era degli Omayyadi, in quella che viene chiamata la “Spianata delle Moschee” o del Monte del Tempio a Gerusalemme Est.

E’ un luogo conteso sia da un punto di vista politico (Gerusalemme Est è stata proclamata capitale dall’Autorità Palestinese e città Israeliana annessa nel 1967) che religioso. Il luogo è sacro a tutte le tre grandi religioni monoteiste: la roccia in cui sorge è sacra per cristiani e ebrei perchè ritenuto il luogo ove Abramo avrebbe accettato di sacrificare il figlio a Dio e dai mussulmani il luogo ove Maometto lasciò la sua vita terrena.

Si tratta, secondo gli storici del più antico edificio islamico oggi esistente. Costruita da artigiani bizantini per volontà del califfo Abd al-Malik ibn Marwan con lo scopo di “contrastare” in bellezza, la cupola della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme (le cui dimensioni sono assolutamente simili, poco più di 20 metri di diametro). La sua cupola dorata su di un edificio ottagonale, che si staglia su Gerusalemme (è un simbolo universale della città), è ritenuto dai mussulmani il luogo ove Maometto completò il suo viaggio dalla Mecca prima di ascendere al cielo.

L’edificio – che secondo alcuni è uno dei più bei capolavori del genio umano – ha subito grandi interventi di restuaro durante i secoli, l’ultimo, alla cupola è del 1993 è fu finanziato da Re Husayn di Giordania.

Per approfondire (e decisamente merita) gli aspetti architettonici vi rimando a questo sito che studia i modelli.

In questa bella immagine in verticale troviamo Luca Di Pasquale (@luca_dipa97), ragusano, studente universitario di Management a Milano, che ringrazio per avermi inviato quella foto a rtesta in giù che ci ha permesso di parlare di un capolavoro architettonico.

Grazie Luca!

 

 

Nella terra di Murer

Barbara Gobbato, Falcade, Belluno

Barbara Gobbato, Falcade, Belluno

Falcade è un comune di circa 2000 abitanti nella provincia di Belluno, al confine con quella di Trento. Situato a 1148 metri di altitudine, si trova nella valle del Biois, circondato da alcune delle più belle vette delle Dolomiti (il Civetta a 3220 metri, il gruppo del Focobon a 3054 metri, le Pale di San Martino e la Marmolada).

Il paese ha una parte più alta e antica (chiamata Falcade Alta, sopra i 1300 metri) e una di sviluppo successivo e più bassa (Piè Falcade e Caviola). Il paese si inserisce all’interno di quella cultura ladina di cui ancora oggi si conservano tradizioni e lingua.

Anticamente dedicato alla agricoltura e all’allevamento Falcade ha sviluppato negli ultimi decenni una propensione al turismo (dal paese partono gli impianti si risalita verso il Passo San Pellegrino- Alpe Lusia, parte del più ampio comprensorio del Dolomiti Superski e si trova un anello per il fondo di 10 chilometri).

Falcade ha dato i natali ad un grande artista italiano, Augusto Murer (1922-1985), scultore e pittore, e prima ancora partigiano, che pur raggiungendo una fama internazionale non ha mai abbandonato le sue montagne e la sua terra. Ecco il sito del Museo a lui dedicato a Falcade.

Ecco il sito ufficiale dove trovare informazioni e fotografie su Falcade e in genere della incantevole Valle Biois.

In questa fresca e verde verticale troviamo Barbara Gobbato, giovane ginnasta che ama stare a testa in giù, che in questa calda giornata estiva ci regala una boccata di fresco e ci permette di parlare di una delle perle delle Dolomiti.

Grazie a mamma Chiara per la foto e per il fatto che segue Verticali dal Mondo.

 

Nell’isola di Dionisio

LOrenzi Valentin, Naxos, Agia Anna Beach

Lorenzi Valentina, Naxos, Agia Anna Beach, Grecia

Naxos (in italiano Nasso) è la più grande isola delle Cicladi  in Grecia (428 chilometri quadrati e quasi 20 mila abitanti). E’ un’isola fertile e verde, la cui montagna più alta giunge a 1004 metri (Monte Zas).

E’ un’isola ricca di storia, centro importante della civiltà greca e bizantina, abitata già dai Traci e protagonista del mito che vede Arianna abbandonata da Teseo sull’isola dopo aver sconfitto il Minotauro e qui in sposa al dio Dionisio (che era per i greci il Dio dell’estasi, del vino e della liberazione dei sensi che per i romani si identifica con Bacco).

La storia invece è fatta di dominazioni e conquiste, dai persiani ai crociati, dai veneziani agli ottomani, che hanno reso Naxos un’isola dove non mancano incontri con la storia e con l’arte.

L’isola possiede chilometri di spiagge (circa 100 chilometri), con caratteristiche morfologiche diverse e con un unico grande protagonista: un mare cristalliano e magnifico. Agia Anna Beach, è una bellissima  spiaggia (e tra le più conosciute spiagge di Naxos) non distante dal capoluogo Naxos Chora.

Naxos che è tra le maggiori isole in termini di turismo ma, decisamente (se comparata con Mykonos o Santorini) la più tranquilla e rilassante.

In questa verticale troviamo Valentina Lorenzi (@valelore12), istruttrice di ginnastica presso l’ASG Il Girotondo di San Donà di Piave (Venezia), viaggiatrice e amante delle Verticali che ringrazio (assieme a Giulio Magaton @giulius999, autore della foto) per avermi inviato questa foto che ci ha permesso di parlare di Naxos.

Ringrazio anche l’amica Giorgia per la sua costante azione di sostegno di questo progetto!

Nella spiaggia arcobaleno

Della Valle Luca, Capocotto

Luca Della Valle, Capocotto, Roma

Capocotta è una spiaggia del litorale romano, tra Ostia e Torvaianica, costituita da dune naturali. Si tratta di 3,5 chilometri di costa, scampato miracolosamente, bisogna essere onesti, all’edificazione massiccia. Le dune di Capocotta, dal 1996 fanno parte della Riserva naturale statale Litorale Romano.

Storicamente l’area era privata e solo all’inizio del XX secolo divenne proprietà della Casa Reale (che voleva ingrandire la vicina tenuta di Castel Porziano) in uso alla famiglia reale sebbene di proprietà dello Stato Italiano. Dopo la fine della monarchia divenne per tre quarti proprietà degli eredi Savoia, con tutte le dispute del caso. Quando nel 1985 si progettò di costruire un quartiere residenziale, l’intervento delle associazioni ambientaliste e quella del Presidente della Repubblica Sandro Pertini (ancora una volta Uomo di grande equilibrio e giustizia) scongiurò la catastrofe, annettendo 1000 ettari a Castel Porziano (che era dopo la guerra stata assegnata all’uso del Presidente della Repubblica).

Oggi la spiaggia con alle spalle le dune è per nulla edificata (vi sono di tanto in tanto dei piccoli locali bar in legno) e, soprattutto verso il tramonto, è rilassante e bella.

Sul litorale di Capocotta vi è inoltre una delle rare oasi naturiste italiane e una delle spiagge arcobaleno (in particolare il lido Settimo Cielo) molto frequentata della comunità LGBTQ romana e non solo.

In questa verticale, ritroviamo mio figlio Luca Della Valle (@lukdellavalle), amante del parkour e delle verticali.