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A Corralejo, dove arriva il deserto

Vickyloboyoga, Correlejo

Vicky Lobo, Corralejo, Fuerteventura, Canarie, Spagna

Corralejo è una città di circa 13 mila abitanti a nord dell’isola di Fuerteventura nella Canarie in Spagna. Si trova nella municipalità de La Oliva. E’ un centro economico dell’isola, dal cui porto commerciale, si muovono i traghetti per le vicine isole di Lanzarote e Lobos.

Antico paese di pescatori che è stato costruito a partire dalla metà degli anni ’70 e si è sviluppato in modo particolare negli anni duemila con strutture ricettive, parchi acquatici e centri commerciali.

Permane ancora il quartiere vecchio (Casco Viejo).

Oltre ad essere un centro commerciale Corralejo è anche un luogo turistico grazie alle numerose spiagge, da quelle sassose che guardano l’isola di Lobos (un isolotto vulcanico, oggi riserva naturale) a quelle sabbiose su cui si affacciano le dune costituite dalla sabbia del Sahara. Si tratta di quasi 10 chilometri di dune che oggi sono all’interno del Parque Natural de Corralejo, una zone completamente desertica che permette suggestive escursioni.

Corralejo è anche conosciuta per la sua vita notturna fatta di bar e discoteche dove, per gli amanti del genere, tirar mattina, tra musica dal vivo, balli e buon cibo.

In questa bella verticale, quasi perfetta direbbe qualcuno, ritroviamo Vicky Lobo (@vixkyloboyoga), insegnante di yoga e cultrice del movimento naturale, che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto.

Thanks a lot Vicky to allowed me to use your very nice handstands pictures.

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La più bella

Melini Jusudason, Santorini, Grecia

Melini Jesudason, Santorini, Grecia

Santorini (in greco Thera) è l’isola più meridionale delle Cicladi. Si tratta di un’isola vulcanica, originariamente circolare, e che oggi ha una vasta laguna marina proprio nel punto in cui in cratere vulcanico è collassato in una apocalittica eruzione datata, secondo gli storici, 1627 A.C.

Con una superficie di 79 chilometri quadrati ospita circa 14 mila abitanti che diventano un numero impressionante durante la stagione estiva. Il punto più alto dell’isola raggiunge i 567 metri con il Monte Profitis Illas.  In realtà Santorini è un piccolo arcipelago, poiché intorno all’isola maggiore vi sono altre 4 isole: Therasia, ancora oggi abitata, Aspronisi, uno scoglio privato, Palea Kameni  e Nel Kameni, la più recente con un vulcano attivo che ha eruttato nel 1950.

Storicamente Santorini fu un baronato della Repubblica della Serenissima a partire dal 1200 e restò sotto il dominio veneziano fino al 1576 quando gli ottomani la conquistarono. Da allora furono frequenti i contrasti tra veneziani e  ottomani per il dominio di quell’area.

Nel 1967 a Santorini fu scoperta, sotterrata dalla lava durante il terremoto del 1627 A.C., la città di Akrotiri, in cui, come accaduto per Pompei (Akrotiri viene chiamata infatti la Pompei dell’Egeo), le ceneri vulcaniche hanno mantenuto e conservato edifici, affreschi e ceramiche.

Secondo alcuni Santorini è la più bella isola dell’Egeo, grazie all’effetto dell’antico vulcano, oltre ad aspetti geomorfologia unici, si trova un mare profondissimo e blu, rocce di varie tonalità e grazie poi all’intervento umano, villaggi di un bianco immacolato che affacciano sulle scogliere. Decisamente unica.

In questa bellissima ed elegante verticale ritroviamo Melini Jesudason (@meliniseri), istruttrice di yoga e fitness a New York (ecco il suo sito), giapponese di nascita, ex-operatrice finanziaria che ha optato per le sue vere passioni: lo yoga, i viaggi e …le verticali. Grazie Melini!

Thanks a lot Melini to allowed me to use your very nice handstands pictures!

Nell’isola delle tartarughe

SueGiucircus, Koh Tao Island

Pinky , Ko Tao Island, Thailandia

Ko Tao è un’isola di 21 chilometri quadrati nel Golfo del Siam, in Thailandia.  E’ parte dell’arcipelago di Mu Ko Samui (lo stesso delle più note isole di Koh Samui e Koh Phangan). Ha una popolazione di circa 1500 abitanti e il suo nome deriva dalla lingua thai e significa letteralmente “l’isola delle tartarughe”.

Tartarughe che un tempo venivano a nidificare sulle su coste.

Oggi è un’isola completamente dedicata al turismo ed è conosciuta oltre che per lo straordinario mare e per tutte le caratteristiche tipiche delle isole thailandesi, per il suo fondale (poco profondo e nella barriera corallina) ideale per le immersioni.

L’isola, originariamente disabitata, è stata, a partire dal 1933 utilizzata come carcere politico (visto che era notevolmente distante dalla costa) e come tale fu usata fino al 1947 quando a tutti i detenuti fu concessa l’amnistia. Da allora i vicini, pescatori dell’isola di Ko Phangan, cominciarono ad abitarla e a coltivare la sua terra fertile. L’isola fu scoperta dal turismo tra la fine degli anni’80 e l’inizio degli anni 90, quando giunsero, eredi dei vecchi hippies, turisti alternativi, con il loro sacco in spalla.

Nel 2014 l’isola è balzata alla cronaca perché 7 giovani turisti (di cui 5 britannici) morirono in circostanze diverse e  misteriose ( i tabloid inglesi ribattezzarono subito Koh Tao come “l’isola della morte”). In realtà nessun collegamento ufficiale tra le morti (due suicidi, due omicidi e tre morti una in piscina, una in mare e una per un mix di sostanze) è stato trovato.

In questa elegante verticale troviamo una componente della  Compagnia di Circo Contemporaneo Su e Giù (@suegiucircus), Pinky, spagnola che assieme a Aitor ha fatto nascere a Barcellona la compagnia. Pinky, acrobata uscita dalla Scuola Circense di Rogelio Rivel, oltre ad essere una grande artista è anche un’amante delle Verticali!  Ringrazio Pinky per avermi inviato questa foto!

Isola di San Giulio

Aerial.aalis, Isola San Giulio

Alice Menghini, Isola San Giulio, Novara

L’Isola di San Giulio è l’unica isola all’interno del Lago d’Orta. Amministrativamente è nel comune di Orta San Giulio, in provincia di Novara, Piemonte.

Si tratta di una piccolissima isola (quasi 700 metri di perimetro), densamente costruita nei secoli, a soli 400 metri dalla riva, occupata quasi interamente dell’Abbazia di Mater Ecclesiae (dell’ordine delle benedettine di clausura, fondato nel 1973). Vi abitano in modo permanente, oltre alle monache, solo alcune famiglie, mentre altri hanno una seconda casa.

La prima costruzione nell’isola sembra risalga al 390 quando fu edificata la prima chiesa grazie appunto a San Giulio. Nell’alto medioevo divenne una posizione strategica, fu eretto il castello (abbattuto nel 1841 per far posto al nuovo grande seminario vescovile) e fu certamente fortificata.

Oggi si possono ammirare oltre all’Abbazia, anche la basilica romanica , il Palazzo dei Vescovi e camminare attraverso una stradina, che coniuga la bellezza architettonica dell’isola e la spiritualità del luogo e che percorre l’intera isola e che è chiamata “la via del silenzio e della meditazione”

Isola è visitabile ed è raggiungibile con un battello. da Orta San Giulio.

In questa elegante verticale tra le scale del centro dell’Isola di San Giulio ritroviamo Alice Menghini (@aerial.aalis), aerialist, pole dancer e tecnico di ginnastica, studentessa di Scienze Sportive e blogger di fitness  e, neanche a dirlo, amante delle verticali, che ringrazio per avermi inviato questa bella foto in verticale.

Grazie Alice!

Maratua, un paradiso

Desireè Cappa, Maratua, Indonesia

Desiree Cappa Rodriguez, Maratua, Indonesia

Maratua è un’isola (chiamata in lingua locale Mera Tua) dell’Indonesia nella provincia di East Kalimantan parte dell’arcipelago delle Derawan, un gruppo di 31 isole  nel mar di Sulawesi, disposte tra la barriera corallina in un mare incontaminato.

Siamo in un’area, quella del Triangolo dei Coralli,  in cui la biodiversità marina è tra le più ricche del pianeta. Quasi un migliaio di specie di pesci di barriera, oltre 500 specie di coralli oltre ad una varietà di invertebrati e di tartarughe.

In altri termini siamo in un piccolo paradiso!

Oggi è ancora relativamente difficile giungere a Maratua. L’aeroporto, con una pista da 1200 metri, aperto nel 2017, è per ora utilizzato solo da voli privati, nell’isola ci si arriva con le brache (circa 3 ore di viaggio) i luoghi ove soggiornare sono ancora pochi e le strade dell’isola sono ancora tutte dissestate. Certo, purtroppo, è solo una questione di tempo!

In questa verticale in riva al mare ritroviamo Desiree Cappa Rodriguez (@desykr), viaggiatrice e grande amante delle verticali che ringrazio per il suo contributo a questo progetto!

Nell’isola delle rose

Christina Vangsoe, Rodi

Christina Vangsoe, Rodi, Grecia

Rodi è la più grande isola del Dodecanneso in Grecia, con oltre 120 mila abitanti. Geograficamente si trova a soli 17 chilometri della Turchia e per questo è sempre stata, fin dall’antichità, un luogo strategico e conteso.

Il nome deriva dal greco antico rhodon che significa rosa ed infatti non è infrequente l’uso di riferirsi a Rodi come l’isola delle rose.

La città di Rodi (oggi oltre 55 mila abitanti) è situata nell’estremità sud dell’isola ed è costruita in due parti: una città storica medioevale, come le sue imponenti mura e una città “moderna” costruita dopo il 1912 a seguito dell’amministrazione italiana.

La città antica, divenuta sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO a partire dal 1988,  fu fondata nel 408 A.C. (oggi si possono ammirare tempi, lo stadio , l’acropoli e il teatro all’aperto) mentre è a partire dal XIV secolo che, con l’arrivo dei cavalieri, la città si arricchisce delle sue costruzioni medioevali, tra cui il muro e il Palazzo del Gran Maestro dei Cavalieri, una sorta di fortezza nella fortezza.

L’Italia occupò (l’isola apparteneva all’impero Ottomano) Rodi nel 1912 e la tenne (assieme ad altre 11 isole dell’Egeo) sotto la sua amministrazione fino all’8 settembre 1943 quando fu occupata dai tedeschi.

Rodi ha poi assunto una funzione turistica di primaria importanza nell’Egeo, perché assieme alla sua storia è in grado di fornire stupende spiagge e una dimensione tale da offrire diverse tipologie di paesaggi, queste caratteristiche assieme all’ospitalità (soprattutto isolana), alla cucina e alla cultura greca ne fanno un luogo di straordinaria bellezza.

In questa verticale che guarda a Rodi ritroviamo Christina Vangsoe (@christinavangsoe), viaggiatrice e amante delle verticali che ringrazio per avermi fatto usare le sue foto.

Thanks a lot Christina to allowed me to use your very nice handstands pictures!

Isla Contoy, un paradiso per pochi

Murashko Katia, Isla Contoy

Katia Murashko, Isla Contoy, Messico

Isla Contoy è una piccola isola disabitata (3,2 chilometri quadrati) dello stato Quintana Roo del Messico a circa 13 chilometri dalla costa dello Yucatan e 30 chilometri a nord dell’isola Mujeres (da cui dipende amministrativamente). Dal 1961 l’isola è protetta dal governo Messicano e dal febbraio 1998 è diventata Parco Nazionale (dal 2003 è anche sito inserito nelle zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar).

Si tratta di un piccolo paradiso, non vi è dubbio.

L’eco-turismo è molto supervisionato e limitato, solo 200 persone al giorno vengono autorizzate a visitare l’isola (con agenzie accreditate) e la barriera corallina che la circonda, dopo aver attenuto un permesso speciale. Così come vi sono molte restrizioni per la pesca per i locali.

Oltre ad ospitare tartarughe, l’isola è un luogo di nidificazione di oltre 150 specie di uccelli (mentre sono praticamente assenti i mammiferi). L’isola si sviluppa tra dune, mangrovie, foreste e lagune. Quasi 100 specie di piante vivono in un luogo incontaminato e coprono il 70% dell’isola.

In questa plastica verticale in un mare dalla bellezza imbarazzante troviamo Katsiaryna Murashko (@katia_murashko), bielorussa, artista di circo (Cinque du Soleil), viaggiatrice e naturalmente amante delle verticali.

Thanks Katia to allowed me to use your very interesting handstands pictures that allowed me to talk about this small paradise angle of our World!