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La spiaggia azzurra

Oro Dalo, Varadero, Cuba

Oro D’Alò, Varadero, Cuba

Di Varadero, conosciutissima città balneare  nella provincia Matanzas di Cuba, abbiamo già parlato. Cuba è in grande trasformazione negli ultimi anni, i cubani spesso dicevano che Varadero “no es Cuba, son los Estados Unidos!“, non certo il miglior biglietto da visita per la nota spiaggia. Ad essere sinceri sembra di essere più in California che a Cuba.

Il suo sviluppo turistico inizia negli anni ’20 quando le famiglie benestanti cubane (e americane) la eleggono come luogo di villeggiatura.

Certo i 22 chilometri di spiaggia con sabbia bianca fine, una vegetazione esuberante e un mare di una bellezza e trasparenza imbarazzante non possono che essere amati. La Playa Azul, come viene che chiamata, è ritenuta una delle più belle spiagge al mondo!

In questa verticale, certo “non impeccabile” (concediamo il beneficio delle notti brave cubane!) troviamo Oro D’Alò (@oro.dalo), atleta, viaggiatore e amante delle verticali, che ringrazio per avermi inviato questa foto!

 

 

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Nella gola di Loch Ard

Carolyn Rockwell, Loch Ard Gorge

Carolyn, Loch Ard Gorge, Victoria, Australia

Loch Ard Gorge è una località (o una gola, come la traduzione letterale vorrebbe) all’interno del Port Campbell National Park nello stato di Victoria in Australia. Si tratta di un’insenatura dal profilo particolare (una stretta apertura consente di entrare in una stretta baia, con pareti a picco sul mare,  con due spiagge di sabbia) chiamata in questo modo in memoria del veliero Loch And che naufragò nella vicina isola di Muttonbird il 1 giugno 1878. Dei 54 membri dell’equipaggio solo due si salvarono: Tom Paerce di 15 anni e Eva Carmichael, di 17.

Alla gola si può giungere naturalmente via mare (sebbene ricordiamolo, la costa è chiamata tristemente “dei naufragi”) o percorrendo uno delle più belle strade panoramiche del mondo, la Great Ocean Road, che segue per 243 chilometri la costa sud-orientale dell’Australia. La strada fu costruita a partire dal 1919 dai militari australiani che la scavarono a mano. Ci vollero 13 anni per permettere alla strada di insinuarsi tra le scogliere seghettate e natura incontaminata. La strada passa per il Port Campbell National Park, per i 12 Apostoli (faraglioni che si ergono dal mare a causa dell’erosine, le cascate di Erskine e per la Gola di Loch And.

In questa verticale in spiaggia ritroviamo Carolyn (carolyn_rockwell), allenatrice americana di nascita e neozelandese di vita, personal trainer e coach di yoga, viaggiatrice e naturalmente amante delle verticali.

Thanks Carolyn to allowed me to use your very nice handstands picture that allowed me to talk about this unbelievable place of our World!

 

Baratti con le Posidonie

Messa Luana, Baratti,

Messa Luana, Baratti, Livorno, Toscana

Baratti è una località che sorge nel piccolo golfo omonimo, situato nel comune di Piombino in provincia di Livorno in Toscana. Baratti è compreso nel Parco archeologico di Baratti e Populonia poiché nel territorio vi sono scavi etruschi e una necropoli come quella di Populonia.

Baratti era un tempo un porto etrusco in cui oltre agli scambi  di merce, si lavorava il ferro (di questo resta il segno nella sabbia nera-argentea in cui sono presenti residui ferrosi). Proprio dietro la spiaggia vi è una folta pineta (Pineta di Baratti) che rende il paesaggio ancora più incontaminato.

In questa foto si vedono sulla spiaggia i resti secchi di Posidonia oceanica una pianta acquatica del Mar Mediterrano considerata un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere (la sua presenza è indice di mare pulito). Sul fondo crea una sorte di prateria che ha una grande importanza ecologica e che protegge le coste dalle erosioni.

In questa verticale in riva al mare ritroviamo Luana Messa (@luana_messa_), atleta calisthenics, che pratica body bulding, nuoto e attività subacquee e che, naturalmente ama viaggiare e guardare il mondo a testa in giù! Grazie Luana per avermi fatto usare le tue foto!

 

Nell’isola dei carri armati

Dalle Nogare Silvia, Culebra, Porto Rico

Dalle Nogare Silvia, Culebra, Porto Rico

Culebra (Isla Culebra) è un’isola di Portorico (chiamata un tempo anche Isla Pasaje o Isla de San Ildefonso) appartenente all’arcipelago delle Grandi Antille (ma per una vicinanza con le isole Vergini, viene chiamata anche l’Ultima delle Vergini o, assieme a Vieques, le Isole Vergini spagnole). Ha una superficie di 30 chilometri quadrati e circa 2000 abitanti. Si trova a 27 chilometri dalla costa portoricana.

Abitata dagli indiani Taino fu esplorata da Cristoforo Colombo nel 1493 fu poi per tre secoli utilizzata dai pirati come rifugio. Nel 1939 gli Stati Uniti, in procinto di entrare nel conflitto armato in Europa, portarono nell’isola molti carri armati e la utilizzarono come poligono di tiro e campo di pratica. Dal 1970 iniziarono le proteste della popolazione contro l’utilizzo americano nell’isola e dopo il ritiro dall’isola degli americani (avvenuto tra il 194 e il 1975) fu provato a rimuovere i carri armati ma fu impossibile, allora si decise di dipingerli e farli diventare parte del paesaggio.

Oggi l’isola è fuori dai circuiti del turismo di massa ma è molto frequentata dai portoricani durante il week-end.

In questa bella e difficile verticale ritroviamo Silvia Dalle Nogare (@silvia_dallenogare), viaggiatrice, ballerina, atleta di acrobatica ed aerialist, con una grande passione per le verticali. Ringrazio Silvia per avermi autorizzato ad usare le sue bellissime foto! Grazie Silvia!

 

Al faro di Piave Vecchia

Agnese e Silvia Marcon, Cavallino, agosto 2013

Silvia e Agnese Marcon, Cavallino, 2013, Venezia

Cavallino-Treporti è un comune di circa 14 mila abitanti della città metropolitana di Venezia. Fino al 1999 era una circoscrizione del comune di Venezia da dove si è separato a seguito di un referendum popolare.

Il nome sembra derivare dal fatto che il questi luoghi si allevavano i cavalli (del resto la vicina Jesolo era chiamata dai romani Equilium). Il territorio ebbe molto importanze in epoca romana e soprattutto nell’alto medioevo, mentre decadde durante l’affermazione il dominio della vicina Venezia.

Il territorio è un’isola (il fiume Sile la separa da Jesolo) che a partire dal 1888 ha raddoppiato come superficie a seguito della costrizione “diga” di Punta Sabbioni che ha favorito il deposito di sabbia e permesso l’avanzamento della superficie terrestre (dal 1888 a oggi la terra è aumentata nei pressi della diga di circa 2 chilometri, ovvero circa 150 metri ogni 10 anni). Questa tipologia di terreno ha portato ad uno sviluppo di aree adibite a campeggi.

Il faro di Piave Vecchia si trova alla foce del fiume Sile (il nome Piave Vecchia indica il fatto che il Sile scorre sul vecchio alveo del Piave), lungo il confine tra il comune di Cavallino e quello di Jesolo. Fu costruito a scopi militari nel 1846 dagli austriaci, distrutto dai tedeschi durante la guerra, è stato ricostruito tra il 1949 e il 1951. Alto 48 metri ha un segnale visibile fino a18 miglia con 4 lampi bianchi in un periodo di 24 secondi.

In questa foto di qualche anno fa troviamo (in realtà parzialmente ritroviamo, perché Silvia l’avevamo già vista in Spagna) le sorelle Silvia e Agnese Marcon, allora entrambe ginnaste della SPES Mestre.

Nell’isola degli schiavi

King tara, Curacao

King Tara, Curacao, Olanda

Curacao è la più estesa delle isole ABC (Aruba, Bonaire e Curacao) ed è parte del Regno dei Paesi Bassi. Si trova a circa 65 chilometri dalle coste del Venezuela. La capitale dell’isola è Willemstad, che ospita oltre 105 mila abitanti dei complessivi 160 mila dell’intera isola.

Il suo nome sembra derivi dal portoghese coracao, cuore. Secondo altri dallo spagnolo “curacion“, cura. Sicuramente è un luogo che oggi rend emeno pesante il nostro cuore.

I primi europei a giungere nell’isola furono gli spagnoli nel 1499 che decimarono la popolazione locale degli aruachi. L’isola fu poi occupata nel 1634 dagli olandesi che fondarono anche la città di Willemstad che divenne un porto commerciale di primaria importanza (purtroppo come uno dei principali centri della tratta degli schiavi atlantica fino al 1863 quando gli olandesi la abolirono). Per sopperire al declino derivato dalla fine della schiavitu l’isola fu lentamente trasformata in un’industria di raffinazione del petrolio proveniente dalla vicina Venezuela e ancora più recentemente come centro della finanza off-shore.

Come dire che l’economia dell’isola è sempre stata al passo con i tempi!

Oggi è un’isola di grande bellezza, caratterizzata da spiagge e mari incantevoli. Quasi interemante pianeggiante (il suo picco massimo arriva a 375 metri).

Dal 1997 il centro storico di Willemstad, con i suoi edifici coloniali colorati, abitativi e industrali, è stato inserito tra i siti Patrimonio dell’Umanità Unesco.

In questa bella verticale troviamo Tara King (@king.tara.86), giovane madre con una grande attenzione per il movimento, la salute, la natura, i cani e naturalmente con una bella passione per le verticali.

Thanks Tara to allowwed me to use your very beautiful handstands pictures!

Isla Contoy, un paradiso per pochi

Murashko Katia, Isla Contoy

Katia Murashko, Isla Contoy, Messico

Isla Contoy è una piccola isola disabitata (3,2 chilometri quadrati) dello stato Quintana Roo del Messico a circa 13 chilometri dalla costa dello Yucatan e 30 chilometri a nord dell’isola Mujeres (da cui dipende amministrativamente). Dal 1961 l’isola è protetta dal governo Messicano e dal febbraio 1998 è diventata Parco Nazionale (dal 2003 è anche sito inserito nelle zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar).

Si tratta di un piccolo paradiso, non vi è dubbio.

L’eco-turismo è molto supervisionato e limitato, solo 200 persone al giorno vengono autorizzate a visitare l’isola (con agenzie accreditate) e la barriera corallina che la circonda, dopo aver attenuto un permesso speciale. Così come vi sono molte restrizioni per la pesca per i locali.

Oltre ad ospitare tartarughe, l’isola è un luogo di nidificazione di oltre 150 specie di uccelli (mentre sono praticamente assenti i mammiferi). L’isola si sviluppa tra dune, mangrovie, foreste e lagune. Quasi 100 specie di piante vivono in un luogo incontaminato e coprono il 70% dell’isola.

In questa plastica verticale in un mare dalla bellezza imbarazzante troviamo Katsiaryna Murashko (@katia_murashko), bielorussa, artista di circo (Cinque du Soleil), viaggiatrice e naturalmente amante delle verticali.

Thanks Katia to allowed me to use your very interesting handstands pictures that allowed me to talk about this small paradise angle of our World!