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Oltre il colle

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Sara Belotti, Oltre il Colle, Bergamo

Oltre il Colle è un comune di circa mille abitanti in provincia di Bergamo (da cui dista circa una quarantina di chilometri). Si trova a oltre 1000 metri di altitudine die pressi del Colle di Zambia, e segna il confine tra la Val del Riso (diramazione della Val Seriana) e la Val Parina (valle laterale della Val Brembana). Fino al 1569 era una frazione della vicina Serina.

Il nome insolito (per un luogo abitato) è dovuto proprio al fatto che da entrambe le valli bisogna “superare un colle”.

Si trova in una bellissima conca protetta da quattro cime tutte tra i 2000 e i 2500 metri d’altitudine. Gli abitanti sono sempre stati – sin dal Medioevo – produttori di chiodi e di armi – grazie al ferro ottenuto dalle vicini miniere (lo stemma comunale ha infatti al suo interno il piccone del minatore).

Poco distante, ai piedi del Monte Arera, si trova la Cattedrale Vegetale, costruita secondo la tecnica dell’intreccio, con 5 navate, 42 colonne e quasi 2000 pali di abete. L’opera è dell’artista “ambientale” Giuliano Mauri.

Ecco un sito con informazioni e foto di Oltre il Colle.

In questa bella verticale tra i prati troviamo Sara Belotti (@sarab_627), giovanissima ginnasta lombarda che gareggia per l’ASD Hokkaido Primule di Garbagnate Milanese. Sara è un’appassionatissima di ginnastica e naturalmente di verticali. Grazie Sara per questa bella foto e per averci fatto scoprire questo luogo!

Sul Gran Sasso d’Italia

Giuliani Nicholas, Corno Grande, Gran sasso d'Italia, 2912 metri

Nicolas Giuliani, Gran Sasso d’Italia, Teramo, Abruzzo

Il Gran Sasso d’Italia è il massiccio montuoso più alto degli Appennini (sfiora di poco i 3 mila metri, giungendo a 2912 metri) ed è interamente in Abruzzo tra le province di L’Aquila, Teramo e Pescara.

E’ compreso all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, che interessa tre regioni e 5 province per una superficie complessiva di 150 mila ettari. Ecco il sito ufficiale del parco.

Il Corno Grande – sulla cui vetta è stata scattata questa foto – è la cima più elevata del massiccio e la vista dall’alto è sicuramente unica e indimenticabile (nelle giornate limpide si possono vedere le coste della Croazia!). Arrivare su (attraverso la via normale con partenza da Campo Imperatore a 2130 metri) è un trekking faticoso (4 ore) con un dislivello di quasi 800 metri, ma la fatica viene ampiamente ricompensata dal paesaggio e poi dallo spettacolo.

In questa verticale in altitudine troviamo un amico di Verticali dal Mondo, Nicolas Giuliani (@nicolasgiuliani09), che da buon ginnasta oltre a crescere agli attrezzi si allena in ogni circostanza, anche con una impegnativa salita come questa! Grazie Nicholas per questa bella foto e naturalmente grazie a mamma Sabrina e papà Antonio! Alla prossima!

A Malga Ra Stua

De Pol Federica, Rastua Parco delle Dolomiti, Cortina.png

De Pol Federica, Malga Ra Stua,  Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, Belluno

La Malga Ra Stua è situata a 1695 metri, nella località omonima (un grande prato nella valle del Boite), all’interno del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo nel comune di Cortina d’Ampezzo. Di Cortina, la Regina delle Dolomiti, abbiamo già parlato, siamo di fronte alle più belle montagne di questa catena montuosa, dichiarata sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La Malga, che è raggiungibile in auto (salvo che in luglio e settembre, quando vi è un servizio navetta), oppure attraverso un sentiero con un tempo di percorrenza attorno all’ora e mezza, è un’ottima base di partenza (si può dormire e mangiare) o meta di una piacevole giornata.

Si tratta appunto di un luogo ideale da dove partire per escursioni, più o meno lunghe e/o impegnative, nel Parco Regionale delle Dolomiti Ampezzane, istituito nel 1990 con un’estensione di 112 chilometri quadrati. Al suo interno si trovano alcune delle cime più belle delle Dolomiti: il Cristallo, le Tofane, la Croda Rossa, la cima Fanes e il Col Bachei, divisi da valli di rara bellezza.

Ecco il sito ufficiale della Malga.

In questa verticale “appoggiata” troviamo Federica De Pol, veneziana, diversamente giovane, ex-ginnasta e nazionale della ritmica (nelle file della VIS Favaro), ballerina, coreografa, tecnico di ginnastica (ha collaborato e collabora con diverse ed importanti società della zona) che ha sempre fatto ricerca sul movimento inserendo elementi della ginnastica nella danza o viceversa. Insomma, posso garantirvi, un vulcano di donna!

Ringrazio Federica per la foto e Aldo Mozzato per avermela inviata!

In vetta al Bluff Knoll

Ellen, Top of Bluff Knoll

Ellen, Bluff Knoll, Western Australia, Australia

Il Bluff Knoll è un picco montuoso (1100 metri) situato nel Western Australia all’interno del Stirling Range National Park. La montagna è chiamata dagli aborigeni Pualaar Miial che si traduce in “la montagna dalle molte facce” o “dai mille occhi”. Nella cultura dei Noongar (popolo nativo del Western Australia) la montagna ha un significato mistico e la presenza “spiriti” tiene lontano questa popolazione.

La montagna da un punto di vista geologico è formata da roccia sedimentaria come roccia arenaria, quarzite, ardesia e roccia scistosa (ovvero che si sfalda secondo piani paralleli a formare “gradini”, come ben visibile in questa foto). Durante l’inverno il picco è spesso innevato.

L’ascesa alla montagna, tre o quattro ore, avviene attraverso un sentiero ben segnato di media difficoltà ma, la vista dall’alto, ripaga (come avviene spesso in montagna) gran parte degli sforzi.

Lo Stirling Range National Park è un’area protetta istituita nel 1913 (sebbene il primo ranger a guardia del parco fu assunto solo nel 1964) su di un’area di oltre 1100 chilometri quadrati. Gli aborigeni chiamano queste montagne Koi Kyenunu-ruff, che significa “la nebbia (intesa anche come alone mistico) che ruota attorno alle montagne”. Si tratta di un’area di grande interesse botanico, geologico e naturalmente paesaggistico. In esso vivono anche alcuni piccoli mammiferi, rettili e uccelli.

In questa verticale troviamo Ellen (@ellen.explores), olandese, ex ginnasta di aerobica, apneista e insegnante di immersione e vera e propria viaggiatrice  (potete seguirla anche sul suo blog). Neanche a dirlo, Ellen, non disdegna il mondo a testa in giù! Ringrazio Ellen per avermi fatto utilizzare le sue foto.

Thanks a lot Ellen to allowed me to use your travel handstand pictures!

Al Passo Giau con Anna

Bullo Anna, passo Giau

Anna Bullo, Passo Giau, Belluno

Il Passo Giau (in ladino, Jof de Giau) è un valico alpino delle Dolomiti, in provincia di Belluno,  posto a 2236 metri di altitudine che collega Cortina d’Ampezzo a Selva di Cadore. Siamo in uno dei luoghi dolomitici più belli dove la conca che si apre offre una vista sulle splendide vette come le Tofane, la Croda Rossa, il Cristallo, le Cinque Torri., il Nuvolau, l’Averau…. insomma le più splendide vette delle Dolomiti che nononstante l’altitudine del passo appaiono ancora alte nel cielo.

La strada che conduce verso il passo è uno spettacolo (non a caso viene usata per corse ciclistiche, tra cui il Giro d’Italia, per escursioni motociclistiche e per maratone podistiche), con i suoi quasi 30 tornanti. Poi quando si giunge sull’alpeggio la vista diventa meravigliosa. Qualsiasi stagione merita una visita perchè se l’estate, con il suo verde, lascia a bocca aperta la visione invernale con il passo ricoperto di neve non è da meno.

Dal passo Giau sono diverse le possibilità di escursioni che conducono ai vari rifugi che si trovano in zona (Scoiattoli, Averau,Cinque Torri) si attravreso vie normali che con più impegnative ferrate. Con una piacevole camminata si può giungere fino al luogo dove un tempo era posto il confine tra l’Italia e l’Impero Austro-Ungarico.

In questa bella verticale tra i prati ritroviamo Anna Bullo (@annbullo), atleta della nazionale italiana di ginnastica aerobica. Ringrazio Anna, un amica di Verticali dal Mondo che fin dall’inizio segue questo progetto e ci regala splendide immagini… a testa in giù! Grazie Anna!

 

 

Sul Mangart

Sara Coi, Mangart, Slovenia (robiangency)

Sara Coi, Mangart, Slovenia

Il Mangart è una montagna della Alpi Giulie, di 2577 metri, posta al confine tra Italia e Slovenia (tra i comuni di Tarvisio e Plezzo).

Si tratta di una vetta, compatta di calcare bianco, esplorata fin dai secoli passati da cacciatori di camosci e da naturalisti (la prima accensione documentata è del 1794). Imprese alpinisti che vere e proprie furono compiute, scalando la parete nord, negli anni trenta del secolo scorso. Oggi sono vari modi di ascendere alla vetta, attraverso vie normali e ferrate (in Italia).

Su versante sloveno si giunge – attraverso la strada iù alta del paese – sino a 2020 metri nei pressi del rifugio Koca na Mangartskem (il rifugio è posizionato a 1906 metri) da cui si parte per l’ascesa al monte.

Le pendici del monte sono caratterizzate da una ricca presenza di flora alpina, con alcune specie ritenute rare e altre endemiche. Insomma il piacere della montagna e la bellezza di una Campanula di Zoys (viola), di una Bonarota (gialla) o di un Papavero delle Alpi (bianco).

Per gli appassionati dell’escursionismo, delle montagne e dei percorsi sul Mangart vi segnalo il blog Le Mie Cime di Athos Viali, con molte foto e dettagli per l’ascesa.

In questa verticale ritroviamo Sara Coi, piccola ginnasta veneta, che ringrazio, assieme a mamma Roberta, per questa foto.

Tre cime solitarie

Pozzo Emilio (amico aldo), Tre cime di Lavaredo,

Pozzo Emilio, Tre Cime di Lavaredo, Veneto

Delle Tre Cime di Lavaredo abbiamo già parlato (sia qui che qui), si tratta probabilmente delle montagne più famose e più belle delle Dolomiti. Sono anche il simbolo delle stesse Dolomiti.

Le escursioni che si possono fare sono molteplici e tutte offrono uno spettacolo unico e raro. Tre cime isolate, pura dolomia, l’una accanto all’altra che emergono dalla ghiaia. La loro “sfortuna” è di essere facilmente raggiungibili (contrariamente ad altre vette che richiedono una certa fatica e preparazione). Per questa ragione i week-end di agosto non sono certo il miglior periodo per andare ad ammirarle!

Sia chiaro il fatto che vi siano molte persone non toglie nulla alla maestosità e alla bellezza di queste tre anime solitarie. Le montagne prima ancora che delle immagini, sono delle emozioni.

Ecco una della tante guide che in rete descrivono (e mostrano) le bellezze di queste vette.

In questa foto troviamo Emilio Pozzo, vicentino e vero appassionato delle montagne, in ogni suo aspetto. Ovviamente Emilio è anche un ginnasta esperto e un grande conoscitore della disciplina. Oggi è Presidente del Gruppo Sportivo Audace, una società di ginnastica con sede a Torri di Quartesolo (Vicenza), nata nel 1983, capace di pochi anni di arrivare ai vertici italiani della disciplina. Grazie Emilio e grazie all’amico Aldo Mozzato il quale oltre ad inviarmi la foto, sin dall’inizio, segue con passione Verticali dal Mondo!