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A Rio Maggiore

Bianchi Fabio (the febbs), Rio Maggiore

Bianchi Fabio, Rio Maggiore, La Spezia

Riomaggiore è un piccolo borgo costiero (1500 abitanti), in provincia di La Spezia nella parte più orientale delle Cinque Terre. Come tutte le località delle Cinque Terre si trova stretto tra il mar Ligure e la catena montuosa che si distacca dall’Appennino Ligure nelle immediate retrovie in cui spicca il Monte Zatta (1400 metri).

Il borgo di Riomaggiore risale al XIII secolo (sebbene secondo gli studiosi già nel VIII secolo vi erano abitanti nell’area, probabilmente profughi greci) ed situato lungo il torrente omonimo.  Le sue case colorate, addossate una all’altra, le sue stradine in salita e le piccole imbarcazioni nel porto, consentono di fare un salto nel passato, dove ancora la vita era scandita da fenomeni naturali come le maree e le condizione meteorologiche, soprattutto del mare.

Di contro Riomaggiore è il primo borgo italiano che ha abolito le antenne, essendosi dotato di un impianto televisivo via cavo collegato ad un’unica antenna parabolica comunale!

Riomaggiore, assieme alla Cinque Terre, a Porto Venere e alla isole Palmaria, Tino e Tinetto dal 1997 è diventato sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Ecco un sito sulle Cinque Terre con un approfondimento su Riomaggiore.

In questa acrobatica verticale troviamo Fabio Bianchi (@thefebbs), lombardo, ginnasta e atleta a Meda, studente di Osteopatia con una grande passione per il mondo a testa in giù! Ringrazio Fabio per questa bella verticale che ci permette di osservare la caratteristica di Riomaggiore.

Grazie Fabio!

Al Campo della Stella

Sergi Raffaele, Cattadrale Santiago di Campostela

Sergi Raffaele, Cattedrale di San Giacomo, Santiago di Compostela, Spegna

Santiago di Campostela, città di 100 mila abitanti nella regione della Galizia nel nord-ovest della Spagna è un nome a tutti molto noto. La sua importanza si deve al fatto che è la tappa di arrivo del cammino del pellegrinaggio omonimo che si compie fin dal Medioevo. Si tratta di un lungo percorso, in gran parte pireneico, che portava (e porta) i pellegrini verso la tomba di San Giacomo di Zebedeo (detto anche il Maggiore), che era uno dei dodici apostoli di Gesù e che morì, probabilmente decapitato, a Gerusalemme nel 44.  Il suo sepolcro, trafugato dai sui discepoli, fu portato in Galizia e scoperto nell’830, secondo la leggenda a seguito di una visione. Per questo evento miracoloso il luogo fu chiamato campus stellae (ovvero campo della stella), da cui deriva l’attuale nome della città.

Una prima chiesa in onore di San Giacomo fu eretta già all’inizio del IX secolo e rimpiazzata nell’899. Incendiata nel 997. Nel 1075 si diedero via a i lavori dell’attuale Cattedrale, che fu consacrata nel 1211 e terminata nel 1750. Si tratta di un imponente edificio in stile romanico, con una facciata barocca frutto di un intervento compiuto tra il 1738 e il 1750.

Nel 2010 sono stati effettuati importanti lavori di restauro.

La città vecchia di Santiago di Campostela, la sua Cattedrale e di fatto il cammino di pellegrinaggio sono stati nel 1985 designati dall’UNESCO quali sito Patrimonio dell’Umanità.

In questa verticale davanti alla cattedrale, alla fine del suo cammino verso Santiago,  troviamo Raffaele Sergi (@raffsergi), giovane studente torinese, con la passione per la ginnastica e per la musica.

Ringrazio Raffaele per questa foto!

 

 

Sulla rocca del Leone

Mondelli Mattia, Sigirya, Lions' Rock, Sri Lanka

Mondelli Mattia, Sigiriya, Lion’s Rock, Sri Lanka

Sigiriya è un sito archeologico situato nel centro dello Sri Lanka. Si tratta delle rovine di un antico palazzo, con annessi giardini, costruito durante il regno di re Kasyapa (477-495 D.C.).

Il palazzo – di cui oggi si osservano solo i resti – che di fatto era allo stesso tempo anche una fortezza, nasceva sulla sommità piatta di una roccia alta circa 200 metri. Mentre i giardini si trovano in basso. Dall’alto la vista è straordinaria e abbraccia l’intera valle mentre i ruderi permettono comunque di farsi un’idea della grandiosità e sullo splendore della costruzione. Dopo la morte  di Kasyapa il complesso fu abitato fino al XIV secolo da monaci buddisti per essere poi abbandonato. Fu riscoperto nel 1907 da un esploratore britannico.

L’accesso alla collina avviene attraverso la Porta dei Leoni (un enorme testa di leone con le quattro zampe di cui oggi restano solo i resti delle zampe) e tramite scale in ferro. Durante la salita si incontrano delle grotte (che sono i resti delle enormi fauci del leone che davano l’accesso al palazzo) su cui sono presenti ancora degli affreschi. Proprio dalla presenza della scultura del leone, Sigiriya  è anche chiamata Lion’s Rock!

Ecco il sito dove si possono trovare informazioni su questo luogo.

Nel 1982 Sigiriya è stato inserito tra i siti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (è uno degli otto siti dello Sri Lanka).

In questa bella verticale, in cima alla Lion’s Rock troviamo Mattia Mondelli, romano, ex ginnasta, giudice di ginnastica, viaggiatore e ovviamente amante delle verticali, che ringrazio per avermi inviato questa bellissima foto e per gli apprezzamenti per Verticali dal Mondo! Grazie Mattia!

Omaggio a Teodorico il Grande

Favotto Sara, Mausoleo di Teodorico

Favotto Sara, Mausoleo di Teodorico, Ravenna

Ravenna è una città di circa 160 mila abitanti della costiera Adriatica in Emilia-Romagna. Ravenna ha una storia straordinaria ed è un città ricca di monumenti e opere d’arte. L’importanza di Ravenna è data dal fatto che per oltre secoli (dal 402 al 751) è stata la capitale di tre imperi: impero Romano d’Occidente (402-476), del Regno degli Ostrogoti (493-553) e del Esarcato Bizantino (568-751). Per il suo luminoso passato nel 1996 i Monumenti paleocristiani di Ravenna sono stati inseriti tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Tra i celebri monumenti di Ravenna vi è il Mausoleo di Teodorico, una costruzione funeraria che gli Ostrogoti (tribù germanica dei Goti) dedicarono a Teodorico il Grande che è considerato dagli storici “il miglior re” dei Goti, nonché un “uomo” che costruì la pace. Egli regnò per 33 anni. L’Edificio, costruito in pietra d’Istria quando ancora Teodorico era in vita (quindi prima del 526), presenta una pianta decagonale (che richiama lo stile dei mausolei romani) ed ha la copertura costituita da un unico monolite di oltre dieci metri di diametro e dal peso di circa 230 tonnellate! Ancora oggi gli storici non sono arrivati ad una conclusione unanime su come sia stata posizionata la copertura del Mausoleo.

Le spoglie di Teodorico – contenute in una vasca in porfido ancora visibile al piano superiore – furono rimosse pochi anni dopo la morte (nel 561) durante il dominio bizantino quando l’edificio fu trasformato in oratorio ortodosso.

In questa verticale troviamo Sara Favotto (@sara.fav801), ginnasta che vanta anche un tiolo italiano e che si allena con il Gymnasium di Treviso  e che ringrazio per avermi inviato le sue belle foto a testa in giù. Grazie Sara!

 

La Libertà che illumina il mondo

Andrea82bs, Statua della Libertà

Andrea Pasinetti, Statua della Libertà, New York

La Statua della Libertà è il simbolo universale degli Stati Uniti d’America. Posta all’imbocco del porto sul fiume Houston, sull’isolotto di Liberty island a New York (in realtà di tratta di un’enclave nello stato del New Jersey) fu inaugurata nel 1886.

Fu progettata dal francese Frederic Auguste Bartholdi (con la collaborazione di Gustave Eiffel). E’ alta 93 metri compreso il basamento in granito, mentre la sola opera è di 46 metri. Si tratta di una donna vestita con una toga che regge sulla mano destra il simbolo del fuoco eterno e nell’altra una tavola con la data dell’indipendenza americana (7 luglio 1776). Ai suoi piedi le catene spezzate e in testa una corona con 7 punte che rappresentano i 7 mari e i sette continenti.

La statua, cava all’interno, è costituita da fogli di rame modellati a sbalzo e fissati con rivetti.

Il nome completo della statua è “Liberty Enlightening the World”, ovvero la Libertà che illumina il Mondo.

Per la sua posizione e grandezza la statua è visibile da 45 chilometri. Per decenni ha accolto chi si recava in nave verso gli Stati Uniti simboleggiando la libertà e di accoglienza. Oggi porbabilmente ha perso quel valore.

Nel 1984 per il suo valore simbolico e culturale la Statua è diventata Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Ecco un sito con molte informazioni sulla Statua e la sua storia

In questa verticali ritroviamo Andrea Pasinetti (@andrea82bs), bresciano, tecnico regionale di ginnastica artistica femminile, istruttore di acrobatica e di parkour (presso Le Aquile di Brescia). Andrea oltrettutto è un grande viaggiatore e un amante delle verticali. Associazione ideale per Verticali dal Mondo!

Grazie Andrea! E grazie agli amici sorridenti, continuate a seguire Verticali dal Mondo!

Nel museo a cielo aperto

Oberti Elisabetta, Devrent Immagination Valley, Cappadocia

Oberti Elisabetta, Devrent Imagination Valley, Cappadocia, Turchia

La Cappadocia è una storica regione dell’Asia minore situata oggi nel mezzo della Turchia. La sua posizione l’ha resa nei secoli (a partire dal Neolitico) crocevia di commerci e di conseguenza, luogo di insediamenti umani, di invasioni e tentativi di conquista.

Si tratta di un area vasta (un quadrato di 70 chilometri di lato) che ha una configurazione geologica unica, frutto dell’azione delle forze naturali (vento, acqua ed escursioni termiche) che hanno scolpito – il tufo, il limo o la roccia vulcanica –  con formazioni uniche, tra cui i cosiddetti camini di fata (o piramidi di terra).

Inoltre, grazie alla facile lavorazione delle rocce, la Cappadocia fu abitata da popoli che costruirono scavando nel tufo (abitazioni rupestri e chiese) vere e proprie città che sono giunte a noi ancora intatte. Così come è stato scavato verso il basso, a scopo difensivo, credo città sotterranee di straordinaria bellezza venute alla luce non molti decenni fa.

La Cappadocia è di fatto un museo a cielo aperto dove ogni angolo rappresenta una scoperta. Dal 1985 il parco nazionale di Goreme e i siti rupestri della Cappadocia sono diventati sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Tra i luoghi da conoscere in Cappadocia vi è la Devrent Valley (conosciuta anche come Imaginary Valley), dove non si trovano chiese o abitazioni scavate nel tufo, ma “solo” formazioni rocciose che costituiscono un paesaggio unico. Nella zona (a solo 10 minuti da Goreme), che non è stata mai abitata, si può osservare interamente l’opera della natura che ha modellato forme bizzarre (molti si divertono a trovare raffigurazioni che ricordano animali) in un paesaggio lunare.

In questa verticale ritroviamo Elisabetta Oberti (@elisabettaoberti), ginnasta nazionale di aerobica, coach di aerobica, studentessa di Scienze Motorie a Milano, grande viaggiatrice e amante delle verticali!

Ringrazio Elisabetta – che è stata tra le primissime ad avvicinarsi a Verticali dal Mondo – per le sue foto e per la passione con cui segue e condivide questo progetto. Grazie Elisabetta!

 

Nel paese dei trulli

Giulini Nicholas, Alberobello

Nicholas Giuliani, Alberobello, Bari

Alberobello è un comune di circa 10 mila abitanti nella città metropolitana di Bari. Secondo gli storici il nome deriva dal latino Silva alboris belli ovvero “bosco dell’albero della guerra”, sebbene non vi siano riscontri documentali certi.

Certo è invece che Alberobello è conosciuta in tutto il mondo per le sue costruzioni chiamate trulli. I trulli nascono in risposta ad un editto del Regno di Napoli intorno al XV secolo. Tale editto infatti obbliga un tributo ad ogni nuovo insediamento urbano. I proprietari del territorio, i conti di Conversano Acquaviva d’Aragona imposero allora ai contadini (che colonizzavano queste terre per coltivarle) di edificare a secco (senza utilizzare malta) in modo che le abitazioni fossero precarie e facili da demolire.

Insomma i trulli sono i frutti di una evasione fiscale!

Si sviluppò cos’ una tecnica di costruzione, con cupola rotonda auto-portante che associata ad abbellimenti di elementi simbolici e religiosi hanno dato ai trulli una configurazione unica e di grande bellezza.

Nel 1996 l’UNESCO ha inserito i Trulli di Alberobello tra i siti Patrimonio dell’Umanità per la sua unicità.

In questa verticale ritroviamo l’amico Nicholas Giuliani, che come oramai da tradizione in ogni suo spostamento ci invia una bella verticale (grazie alla complicità di mamma Sabrina e papà Antonio). E’ grazie a persone come Nicholas e alla sua famiglia (abruzzesi di L’Aquila), che ringrazio di cuore, che si sono appassionati a questo gioco, che Verticali dal Mondo cresce di giorno in giorno!